Disturbi alimentari: settimana di lotta all’anoressia

Disturbi alimentari: settimana di lotta all’anoressia

Si conclude domenia la settima di lotta ai disturbi alimentari, con l'interesse puntato sull'anoressia, prima causa di morte tra le giovani donne e pericolosamente in crescita: non è colpa della moda

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    Settimana di lotta ai disturi alimentari

    Prosegue fino a domenica 16 maggio la settimana di lotta ai disturbi alimentari “In forma per la vita” che mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dell’anoressia, la prima causa di morte per malattia per ragazze tra i 12 e i 25 anni. Dopo il premio “Sport-Benessere. Premio della Moda dedicato allo Sport” consegnato giovedì 13 maggio alle atlete azzurre simbolo di una nuova equazione tra bellezza e salute, ieri è stata la volta della tavola rotonda ‘Moda e anoressia – informazione e salute’.

    L’anoressia è una patologia che colpisce prevalentemente le donne (nel 90% dei casi) nei Paesi occidentali ed è in aumento. Una vera e propria emergenza sanitaria con complicanze anche molto serie, che coinvolgono l’intero organismo,” spiega a Tantasalute.it il professor Adolfo Panfili, Presidente AIMO, tra gli esperti coinvolti nella tavola rotonda.

    E infatti chi soffre di anoressia oltre a non accettare le proprie sembianze fisiche (dismorfofobia), va incontro inevitabilmente a una serie di complicanze cliniche: disturbi gastrici, coliti, problemi alla pelle e ai denti, scompensi cardiocircolatori che possono sfociare in malattie cardiovascolari, ansia, atteggiamenti compulsivi, depressione. A cui si aggiungono inevitabili ricadute socio-relazionali: tendenza all’isolamento, auto denigrazione e difficoltà nei rapporti con gli altri, a partire dai famigliari.

    La colpa dell’aumento dei disturbi alimentari è imputabile ai modelli continuamente proposti dalla moda e dalla tv, come si dice spesso? “La Moda non è la causa dell’anoressia, affermare il contrario sarebbe come dire che il raffreddore per il malato di AIDS è la causa primaria della sua morte”, spiega Panfili.

    Anche per questo la settimana di lotta ai disturbi alimentari si chiuderà domani con “Modella oggi”, concorso etico contro l’anoressia, alla ricerca delle nuove modelle italiane “taglia 42″, simbolo di una tipologia estetica sana.


    Ma allora dove affonda le radici l’anoressia? “Bisogna chiedersi qual è la pressione sociale che spinge la donna all’anoressia” suggerisce a Tantasalute.it il dottor Astonio Picano, psichiatra presidente di Strade Onlus, ipotizzando i disturbi alimentari come appartenenti a un modo di vivere in cui una determinata categoria di donna, da lui definita “emancipata, intelligente e non riproduttiva” , vuole piacere a una data tipologia di uomo, quello dedito alla propria crescita sociale egoistica che vuole al proprio fianco proprio quel tipo di donna.

    “Spesso questo profilo corrisponde al prototipo dell’Uomo-Manager” chiarisce Picano. “Esiste un’alleanza culturale potentissima fra Donna-Anoressica e Uomo-Manager che alimenta il circolo vizioso molto più che la famiglia o la moda. Per questo, a mio parere, la soluzione sarebbe da ricercare in un nuovo modello culturale “.

    Un circolo da spezzare aiutando la donna con gli strumenti della terapia cognitiva e psicoanalitica, che permetta di riscoprire un nuovo modo di relazionarsi con il mondo esterno e con gli affetti: spesso, infatti, nei disturbi alimentari il cibo diventa un sostitutivo o un capro espiatorio delle proprie carenze.

    Nella foto gli esperti coinvolti nella Tavola Rotonda (Fonte: evento In Forma per la Vita)

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