Disturbi alimentari: quali sono, sintomi, cause e test

Disturbi alimentari: quali sono, sintomi, cause e test

I disordini e i disturbi alimentari concernono il rapporto tra individui e cibo

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    Cosa sono i disturbi alimentari? Quali sono i sintomi, le cause e i test? I disordini e i disturbi del comportamento alimentare sono tutte quelle problematiche che concernono il rapporto tra gli individui e il cibo. Colpiscono principalmente gli adolescenti, soprattutto di sesso femminile. Tali disturbi alimentari sono, infatti, legati alla valutazione disfunzionale che la persona fa di se stessa quando il valore percepito è fortemente connesso all’ideale di magrezza, al peso e al controllo della propria forma corporea. I disturbi e i disordini del comportamento alimentare comprendono 3 forme principali: anoressia, bulimia e sindrome da alimentazione incontrollata (binge eating disorder).

    Cause e sintomi
    Alla base dell’insorgenza di tali disturbi ci sono una serie di fattori scatenanti, che creano l’illusione di poter spostare sul cibo il controllo che si pensa di non avere sulla propria vita. Le persone affette da queste problematiche sono spesso insicure, eccessivamente preoccupate del giudizio altrui e perfezioniste, hanno difficoltà a relazionarsi con i propri familiari e a rapportarsi con le persone. Anche i condizionamenti socio-culturali possono rivelarsi fattori scatenanti, proponendo modelli di donne magre e perfette fisicamente che spingono all’anoressia o alla bulimia. La malattia inizia spesso con una dieta: resistere alla tentazione del cibo, infatti, rinforza il senso di autocontrollo e di conseguenza l’autostima. Questi disordini alimentari sono spesso difficili da diagnosticare e possono passare alcuni mesi prima che il medico di base riesca a diagnosticare la malattia tanto che l’anoressia e la bulimia risultano essere prima causa di morte tra le donne giovani. Esistono, però, dei segnali che possono aiutare a formulare una diagnosi corretta quali: eccessiva magrezza, paura d’ingrassare anche in presenza di un evidente stato di sottopeso, percezione errata del proprio corpo, fragilità ossea, secchezza della cute, insufficienza renale, aritmie cardiache, disturbi del sonno, intolleranza al freddo, dolori addominali e rallentato funzionamento di tutti gli organi legati alla digestione.

    Insorgono, inoltre, problemi di natura psichica quali ansia, depressione, sbalzi di umore, irritabilità, inquietudine, disturbi della concentrazione, perdita di interessi e tendenza all’isolamento.
    Test
    Esistono diversi test che permettono di valutare la possibile sussistenza di disordini o disturbi alimentari. Il più noto è l’Eating Attitudes Test (EAT-26) che, pur non potendo sostituire la diagnosi di uno specialista, risulta essere un test di screening efficace e valido per determinare la presenza di un disturbo alimentare che necessita di attenzione professionale. Il test si basa su una scala di valutazione che parte da 20 (limite inferiore per la probabile presenza di un disordine alimentare) fino a 78. Per eseguirlo vengono somministrate una serie di domande comportamentali specifiche che valutano le diverse attitudini della persona. L’EAT, però, essendo un test auto-somministrato, ha una serie di limitazioni concernenti principalmente il fatto che la sua validità dipende dall’onestà con cui il soggetto testato risponde alle varie domande.

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