Disprassia: sintomi, cause e trattamento

Disprassia: sintomi, cause e trattamento
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    Disprassia: quali sono i sintomi, le cause e il trattamento? Si tratta di un disturbo che si manifesta già dall’età infantile e consiste in una difficoltà a compiere alcune semplici azioni che rientrano nella vita quotidiana. Anche il vestirsi, il parlare e il giocare, per chi è affetto da disprassia, possono rivelarsi situazioni complesse. La ricerca scientifica non è riuscita ad individuare le cause precise del disturbo. E’ fondamentale riconoscere i sintomi, anche per intervenire in tempo con le terapie adeguate.

    Come riconoscere i sintomi della disprassia? Essi vanno distinti soprattutto in base all’età:

    • età infantile (dalla nascita del bambino fino al primo anno) – in questa fase della vita i sintomi caratteristici sono costituiti dall’alterazione del sonno, dalla difficoltà ad alimentarsi, dai problemi che interessano il movimento degli occhi o l’afferrare gli oggetti. I bambini tendono facilmente all’irritabilità e al pianto. Si verificano anche dei ritardi che interessano il comportamento motorio: ad esempio il bambino non riesce a stare seduto;
    • età prescolare (da un anno fino ai 4-5 anni) – il bambino manifesta un continuo bisogno di stare in movimento, ha tempi di attenzione ridotti e disturbi del sonno. Manifesta incapacità di mangiare in maniera autonoma ed ha difficoltà di equilibrio.

      Non coordina bene i movimenti ed ha difficoltà nell’articolazione delle parole;

    • età scolare (dai 6 anni in poi) – quando il bambino comincia ad andare a scuola, iniziano le difficoltà soprattutto nella matematica e nella scrittura. Manifesta delle difficoltà di apprendimento e, nell’esecuzione di un compito, il suo andamento appare rallentato.

    Sulle cause non ci può essere certezza, ma si possono fare alcune ipotesi. Si pensa a cause ereditarie, a congenite, come la mutazione del gene FOXP2 (coinvolto nello sviluppo verbale), a motivi legati alla gravidanza, come l’anossia cerebrale del feto, o a motivazioni legate al parto: sembra più comune la disprassia nei bambini nati prematuri.

    Non esiste una terapia risolutiva per la disprassia, perché i disturbi tipici dell’età infantile si protraggono anche da adulti. Tuttavia la riabilitazione è importante, per migliorare la qualità della vita dei pazienti:

    • riabilitazione verbale – viene svolta dai logopedisti, che fanno esercitare il bambino a migliorare l’espressione delle parole, dei suoni e dei concetti. Vi è una rieducazione fonetica e un’altra rieducazione che riguarda i movimenti facciali, attraverso i quali vengono emessi i suoni;
    • riabilitazione spaziale – questa riabilitazione si basa sul cosiddetto metodo Terzi. Consiste in degli esercizi che potenziano la capacità di integrare segnali che provengono dallo spazio che circonda il proprio corpo;
    • riabilitazione motoria – viene praticata attraverso l’esecuzione di esercizi che aiutano a migliorare la coordinazione, la postura, il modo di camminare e i movimenti degli occhi.

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