Dispepsia: sintomi e rimedi

Dispepsia: sintomi e rimedi

Dispepsia

Quando parliamo di dispepsie pensiamo a tutta una serie di manifestazioni cliniche cui annettere un unico significato risulta impossibile, ma che generalmente sono espressione di un malessere diffuso anche a carico di altri organi fuori dall’apparato digerente e che alla fine si conclama con stati di sofferenza digestiva compresi i bruciori gastrici, tutti sintomi che proprio per l’aspetto vago che li caratterizza sono difficilmente configurabili con una sola specifica patologia se si pensa al ruolo che ha a carico dell’apparato digerente un’eventuale nevrosi, come puo’ essere l’ansia, spesso associata a stress eccessivo.

Diagnosi

Giungere ad una diagnosi di dispepsia non è sempre agevole in quanto il medico nel verificare lo stato clinico del paziente tende a valutare eventuali sintomi da ricercarsi altrove, compresi anche le abitudini di vita del paziente, la sua condizione ambientale, familiare e dietetica.

L’indagine dietetica

E proprio su questo punto, soprattutto quando il medico sia riuscito ad escludere eventuali altre patologie, pensiamo al reflusso gastroesofageo, solo per citarne una, si tende a fissare l’attenzione verso la dieta più adatta escludendo quei regimi alimentari meno idonei implicati nella sintomatologia. Ciò non toglie che sarà anche compito del medico predisporre tutta quella batteria di esami ematici e strumentali volti alla diagnosi di eventuali danni all’intestino, alle vie biliari, al fegato e persino a livello cardiaco fino a giungere in alcuni casi alla scoperta di una ” dispepsia sensitivo motrice” rivelata da alcuni medici francesi e che indica non una vera e propria patologia a carico dei diversi organi coinvolti quanto invece un mancato funzionamento di alcun di questi, quali stomaco, duodeno, colon e via biliari che, pur essendo di fatto sani, non operano in perfetta sincronia gli uni con gli altri.

In aggiunta a quest’ultima eventuale diagnosi, il medico si attiverà anche per indagare sugli stili di vita osservati dal paziente, si pensi all’eventuale abitudine alla sedentarietà, al modo che egli ha di impiegare il tempo libero o, ancora, alla sua condizione sociale, compresa l’eventualità che possa o meno fare uso di sostanze stupefacenti, dannosissime, sia dedito all’alcol, altrettanto dannoso, abusi col tabacco, fino a giungere al tabagismo, abbia o meno importanti tensioni in ambito affettivo.

Non è raro assistere a pazienti che riferiscono di essere affetti da forme di gastrite, tale affezione spesso viene loro confermata da medici radiologici a cui ci si rivolge di norma su rischiesta del medico di famiglia, ma si sarebbe anche visto che una tale diagnosi, in assenza di esami più completi, come potrebbe essere una endoscopia digestiva eventualmente seguita da una biopsia gastrica, chiarifica solo parzialmente l’idea che il paziente possa o meno soffrire della patologia.

I sintomi di una dispepsia

Uno dei primi sintomi che solitamente conducono al medico è riferito a quel senso di acidità lamentato dal paziente spesso associato a quella fastidiosa sensazione di tensione gastrica con sensazione di pesantezza anche a stomaco quasi vuoto, il tutto spesso, ma non sempre, è associato ad eruttazioni acide e presenza di aria nello stomaco. Alla visita medica non è raro il caso in cui sia lo stesso paziente a ricordare al medico come in certi momenti non riesca neanche ad abbottonare i pantaloni tanto gonfia è la sua pancia. Così come altre volte il paziente lamenta una digestione difficoltosa, lenta e penosa, dove il dolore gastrico, la nausea fino al vomito e la perdita dell’appetito sono sintomi che spesso si associano tutti insieme o singolarmente.

In qualche caso qualche paziente giunge persino a riferire vere e proprie precordialgie, ovvero dolori in sede cardiaca che finiscono con lo spaventare il paziente per via di vere e proprie aritmie, per lo più benigne e fame d’aria col risultato di acuire eventuali stati d’ansia. Il medico anche in questo caso indirizzerà il paziente verso quegli esami specialistici che escludano nella forma più assoluta un eventuale interessamento cardiologico sulla base dei sintomi lamentati, stante il fatto che spesso è proprio l’ansia, come già riferito, ad assumere un ruolo spesso fondamentale nelle dispepsie influenzando negativamente il funzionamento degli organi coinvolti.

Cura delle dispepsie

Se dopo accurati esami strumentali, ecografici e radiologici in primis, associati ad esami ematochimici ( esami del sangue ) e delle feci, sia esclusa una compromissione a carico di altri organi o apparati, la cura delle dispepsie si orienterà soprattutto sulla sintomatologia accusata dal paziente che potrà essere quanto mai diversificata,fin’anche personalizzata, in base alle esigenze della singola persona. La riuscita della terapia è spesso seguita anche dalla remissione dell’ansia e viceversa, ne deriva che l’attenzione del curante dovrà guardare a questi due importanti aspetti del paziente, corpo e psiche, alla stessa maniera avendo constatato come il legame che lega le due componenti nelle diverse forme dispeptiche sia strettissimo.

In generale, nelle dispepsie di forma più semplice, il medico si limita a prescrivere eventuali farmaci antiacido, capaci di neutralizzare quell’ipersecrezione gastrica che infastidisce, a volte in maniera severa, il paziente, così come è possibile intervenire anche sull’aerofagia e sul meteorismo provvedendo alla prescrizione di farmaci in grado di inglobare l’aria eccessivamente prodotta a livello intestinale. I farmaci prescritti per lo più sono costituiti da sciroppi, emulsioni o compresse masticabili per lo più di sapore gradito al paziente, ma tutto ciò potrebbe anche non bastare, ravvedendo il medico, a volte, la necessità di somministrare dei cosiddetti procinetici, ovvero farmaci in grado di accelerare e modulare la peristalsi,i movimenti fisiologici dell’intestino e provvedendo a ripristinare i tempi ottimali di svuotamento gastrico.

Nei casi più fastidiosi, quando la nausea si accompagna al vomito, il medico può orientare la terapia verso quegli antiemetici che agiscano all’occorrenza anche a livello centrale che, se dati per un periodo non prolungato e a stretto controllo medico, sono quasi sempre scevri da effetti collaterali. Infine, ad insindacabile giudizio del curante, si provvederà ad associare alle tradizionali terapie, eventuali ansiolitici, naturali o di sintesi, che agiscano nel controllo dell’ansia. Tali farmaci, per lo più rappresentati dalle benzodiazepine, sono sostanze chimiche che possono ritrovarsi in specialità farmaceutiche singole o associate a loro volta a farmaci quali i ricordati procinetici e che agiscono sommando l’effetto delle due sostanze nel controllo dell’ansia quando questa incida negativamente sul lavoro dell’apparato digerente. Così come non si esclude il ricorso a i farmaci chiamati ipnoinduttori, ovvero in grado di contrastare l’insonnia di quei pazienti dove anche quest’ultima condizione finisca con l’interferire con la funzionalità dell’apparato digerente.

Norme igieniche e stili di vita

Il ricorso ad un’attività fisica moderata evitando la sedentarietà, così come la stessa psicoterapia nelle forme d’ansia maligne o più complicate, l’istituzione di un regime dietetico adeguato e la raccomandazione di seguire stili di vita nel possibile quanto più ordinati, generalmente completano il quadro terapeutico da adottarsi nelle dispepsie che evolvono a guarigione anche in relativo breve tempo. Purtroppo non sempre ciò avviene in maniera definitiva, potendo il paziente andare incontro, periodicamente nel corso della vita, a particolari periodi costellati da fenomeni dispeptici a volte persino ravvicinati nel tempo.

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Mar 03/02/2009 da in

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Fabio 14 novembre 2009 22:41

Cerco di convincere la ditta Aboca della mia città a produrre un “Amaro Aboca”: non un lassativo come l’Amaro Medicinale Giuliani ma un buon digestivo a bassa gradazione alcolica e con pochi zuccheri.

L’amaro è impreziosito dalla componente vegetale e dalle erbe medicinali. Un vero prodotto fitoterapico!

Inoltre un artefice della buona digestione è l’alcol. L’amarezza data dalle erbe comporta salivazione e aumento dei succhi gastrici ma l’alcol, oltre a questa ultima azione, elimina anche il senso di pienezza e pesantezza tipico di un dopo pasto, in quanto agisce sul sistema nervoso.

Gli amari in vendita vantano tutti “un’antica ricetta” ma io penso che un amaro formulato alla luce delle moderne conoscenze erboristiche possa essere davvero efficace ed avere successo.

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17 febbraio 2011 19:35

per fortuna che ho trovato tutte le informazioni necessarie a capire il mio proplema perchè se aspettavo il medico….

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