Dislessia: si recupera di più con l’emisfero destro attivo

Dislessia: si recupera di più con l’emisfero destro attivo

Un gruppo di ricercatori giapponesi ha scoperto che i bambini dislessici che presentano l’emisfero cerebrale destro più attivo e più ricco di connessioni neuronali hanno maggiori possibilità di recupero

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    Nel caso della dislessia si recupera di più con l’emisfero destro attivo. Inoltre è possibile riuscire ad individuare in anticipo chi potrebbe recuperare meglio. Ad affermarlo sono state le conclusioni di uno studio compiuto in Giappone. I bambini che hanno maggiori connessioni neuronali nell’emisfero cerebrale destro possono avere migliori opportunità di recupero.

    Si tratta di considerazioni che attendono delle conferme, ma le prospettive che si aprono nella comprensione dei sistemi cerebrali collegati alla dislessia sono da tenere in considerazione. Non dimentichiamo infatti che la dislessia si configura come un disturbo che deve essere conosciuto e sensibilizzato.

    I ricercatori si sono serviti della risonanza magnetica funzionale per poter fare adeguate previsioni riguardo ai soggetti in grado di recuperare al meglio.

    Tutto questo potrebbe servire per mettere a punto degli interventi più specifici e maggiormente efficaci, distinguendo i bambini capaci di recuperare in maniera spontanea e i bambini, per i quali invece vanno predisposti opportuni interventi di riabilitazione. D’altronde per la dislessia potrebbe essere utile l’aiuto precoce del logopedista.

    Molto importante è che i bambini dislessici abbiano a loro disposizione di un sostegno psicologico, che li possa aiutare a non mettere a rischio la loro autostima a causa delle ripetute frustrazioni a cui possono essere sottoposti. Non si tratta di una minore intelligenza, ma di una difficoltà che si può superare: di questo occorre avere consapevolezza, per non innescare l’insorgere di emozioni negative dalle conseguenze emotive critiche.

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