Disfunzione lacrimale o sindrome dell’occhio secco: sintomi e cure

Disfunzione lacrimale o sindrome dell’occhio secco: sintomi e cure

La disfunzione lacrimale o sindrome dell’occhio secco ha sintomi ben distinguibili, come bruciore e poca lacrimazione

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    La disfunzione lacrimale, nota anche con il nome di sindrome dell’occhio secco, ha sintomi ben specifici. Le cure devono essere valutate attentamente da un esperto oculista. Non dobbiamo dimenticare che le lacrime svolgono un ruolo molto importante per la salute degli occhi. A volte possono essere scarse o assenti per vari problemi. Di conseguenza si ha una poca lacrimazione dell’occhio, che determina proprio questa malattia dell’occhio secco. Si tratta di una patologia, da cui si può guarire, se si ricorre all’uso di farmaci adeguati. Andiamo nello specifico e vediamo di saperne di più.

    I sintomi

    I sintomi della disfunzione lacrimale sono facilmente rintracciabili. L’occhio secco è determinato dalla mancanza delle lacrime. Il soggetto presenta un bruciore agli occhi, che può essere anche piuttosto intenso, e spesso ha difficoltà visive. Il disturbo può essere molto fastidioso e a volte diventa un vero e proprio ostacolo allo svolgimento delle attività quotidiane. Si prova la sensazione di avere un corpo estraneo o della sabbia negli occhi. Il problema diventa molto più acuto, quando si entra in un ambiente, in cui è attiva l’aria condizionata oppure nel corso di una giornata di vento.

    Le cure

    Le cure per la disfunzione lacrimale devono essere decise attentamente da uno specialista. In effetti esistono differenti terapie che si possono adottare. Sarà l’oculista a decidere quale strategia seguire, tenendo conto delle caratteristiche del paziente, dell’entità dei sintomi e dell’eventuale presenza di altre malattie. Ad esempio, può essere molto utile l’uso delle lacrime artificiali.

    Si tratta di lubrificanti, che vengono somministrati più volte nel corso di una stessa giornata e hanno l’obiettivo di mantenere l’occhio umido e dotato di un suo naturale comfort.

    E’ necessario, comunque, che questi sostituti lacrimali abbiano delle caratteristiche importanti: devono essere ben tollerati, atossici e devono avere una persistenza prolungata. Allo stesso tempo è essenziale che non ostacolino le normali secrezioni acquose dell’occhio, né che impediscano la visione. Per esempio, negli ultimi anni la ricerca scientifica è arrivata alla produzione di sostituti lacrimali, che agiscono soprattutto nel cercare di ridurre l’evaporazione. Queste lacrime artificiali hanno dato buoni risultati.

    A volte, per risolvere il problema della secchezza oculare, si può decidere di optare per la terapia a base di antinfiammatori: vengono utilizzati i cortisonici tradizionali, soprattutto come collirio. Generalmente, comunque, questo tipo di cura prevede dei tempi molto stretti e un periodo ciclico, come può essere la somministrazione per 5 giorni ogni mese. Sono disponibili anche cortisonici di nuova generazione, i quali, comportando meno effetti collaterali, possono essere utilizzati anche più a lungo.

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