Disfunzione erettile: provate con l’anguria

Buttate via Viagra e ogni altra pillola similare, adesso si è scoperto funzioni molto meglio la buona e succulenta anguria; ma sarò poi vero?

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    Anguria

    Sarà perché il tanto decantato Viagra o nelle sue derivazioni, Cialis e Levitra ha avuto nella popolazione un’esplosione sfuggita ad ogni controllo col carico di apprensioni che ogni farmaco, soprattutto quando è tanto diffuso, alla fine comporta, sarà perché con la crisi dei consumi anche l’anguria sta subendo il crollo delle vendite, ma la notizia che ci giunge dall’America arriva come una bomba. Non acquistate più alcun farmaco per la disfunzione erettile, mangiate solo una bella fetta di anguria.

    Stupefacente, magari meno pratico del fatto di ingurgitare una pillola, ma sicuramente più salutare divorare una gocciolante fetta di melone, se poi il risultato sperato si avvera ugualmente e, quella che parrebbe una notizia estiva destinata a fare il giro delle spiagge di tutto il mondo, magari messa in bocca all’ambulante di turno che si inventa la storiella per farci fermare e comprare il gustoso frutto dell’estate, parrebbe basarsi su un fondamento scientifico, almeno dando retta ai ricercatori dell’Università A&M del Texas che spiegherebbero il contrasto alle disfunzioni erettili di questo frutto con la capacità dell’anguria di possedere la citrullina, un amminoacido che l’organismo sintetizza da se e che viene trasformato in arginina, una sostanza da sempre ritrovata in larga parte proprio nell’anguria.

    Secondo questi studiosi americani sarebbe proprio l’arginina, a comportarsi proprio come vasodilatatore e, dunque, a fare aumentare l’irrorazione sanguigna anche a livello dell’organo sessuale maschile consentendo le maggiori prestazioni sessuali tanto agognate.

    Una ragione in più per pensare che da oggi in poi, anche per comprare l’anguria ci vorrà la ricetta medica? Sicuramente no e, scherzi a parte, non stupisce più di tanto il fatto che in natura esistano sostanze in grado di guarirci, del resto è proprio dalla natura che ricaviamo gli elementi per vivere, ciò non toglie che conviene sempre prendere con le pinze certe notizie roboanti, soprattutto quando sono date con titoli a caratteri cubitali e sulla base di riscontri che sono più da richiamo mediatico che d’altro.

    Le dosi innanzitutto

    Innanzitutto quando si annette peculiarità tanto specifiche ad un cibo bisognerebbe constatare la quantità di quel principio attivo che andiamo a ricercare per via delle qualità terapeutiche o presunte tali possedute, poi bisognerà vedere se tali caratteristiche abbiano o meno effetti sicuri su chi lo assume e, nello specifico, non può essere individuata la quantità di anguria che si dovrebbe consumare per raggiungere l’optimum delle prestazioni sessuali, perché la dose di arginina in questo caso è naturalmente dosata nel frutto e risente di diversi fattori; maturazione del frutto, freschezza dello stesso, trattamento cui è stato sottoposto, grado di idratazione del prodotto e via di seguito. Il rischio per qualcuno di credere, pur assumendo quantità irrisorie dell’amminoacido, di essere capace di grandi performance erotiche, magari rimediando qualche magra figura, esiste concretamente, sarà per questo che parliamo di citrullina?

    Prudenza nei consumi

    Poi, a detta degli stessi scienziati, la maggiore quantità di arginina si reperterebbe in vicinanza della buccia e, visto che capre non siamo, è difficile approvvigionarsi del giusto quantitativo della sostanza. Di contro, la tendenza da parte di tanti creduloni che basterà assumere più frutto per sperare in prestazioni maggiori potrebbe essere anche concreta, col risultato che, essendo l’anguria costituita per la maggior parte da acqua, la possibilità di andare incontro a tensioni addominali, fino alla colite, non è del tutto remota. E che dire di quei diabetici, magari più di altri, in certi casi bisognevoli di un presidio in grado di ottimizzare le proprie prestazioni a letto, che potrebbero ritenere che consumare quantità industriali di anguria possa loro risolvergli ogni problema, salvo poi scoprire a proprie spese quanto possa essere pericoloso il carico di glucosio assunto dall’eccessiva quantità di frutto.

    Per non contare che, ancora una volta, si continua a parlare di farmaci per la disfunzione erettile come si trattasse di pastiglie per migliorare l’alito, la disfunzione erettile è spesso il sintomo di un problema localizzato altrove e non va trattato con una pilloletta, qualsiasi colore abbia, al bisogno, rischiando di trascurare la vera causa che ha nel sintomo la sua espressione più palese, col risultato di andare incontro, presi dalla smania di dimostrare la propria virilità, di prendere farmaci a casaccio, Viagra o non Viagra.

    Può bastare solo l’anguria?

    Inoltre, le prestazioni sessuali, la buona riuscita di un rapporto, sono spesso dipendenti da fattori non sempre correlati con la potenza sessuale e la stessa è spesso condizionata da fattori estranei a quelli organici, ricondurre il tutto semplicemente all’irrorazione del membro maschile è veramente patetico. Dunque, ben venga la fetta d’anguria, che è oltretutto un frutto sano e ricco di sali minerali ed importanti vitamine, ma lasciamolo al suo ruolo di gustoso alimento estivo senza caricarlo di tutte quelle responsabilità che non può avere; se a letto fate cilecca spesso, non sarà l’anguria ad evitarvelo, semmai il medico a cui vi sarete rivolti che vi curerà il problema alla radice.

    Invece, signore donne, se alla prossima cena con un uomo, vi accorgeste che il vostro corteggiatore insiste per una o più fette d’anguria a fine pasto e se magari a casa sua nel frigo, anzicchè il solito mezzo limone, ritrovate quantità industriali di anguria, Beh, siete avvisate, ciò che vi aspetta è lì, proprio dietro al cocomero!