Disforia: tipologie, sintomi e cure

La disforia è un sentimento spiacevole caratterizzato da depressione, tensione, ansia, scontentezza e pessimismo che porta il soggetto anche ad avere la tendenza a reagire in modo esagerato agli stimoli esterni e interni, con scarsa capacità di autocontrollo. Scopriamo come affrontare il problema grazie all'aiuto della psicologa di Pazienti.

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    Disforia

    Sentimenti spiacevoli, umore nero, tensione e depressione. In una sola parola: disforia che, come dice il termine stesso, si caratterizza come una condizione contraria all’euforia. Per capire meglio di cosa si tratta, abbiamo rivolto alcune domande alla dottoressa Federica Spina, psicologa e psicoterapeuta.

    Cosa s’intende e quali sono i tipi di disforia e i relativi sintomi?

    Quando si parla di disforia si intende un’alterazione del tono dell’umore in senso depressivo, caratterizzata da tristezza, nervosismo, frustrazione e pessimismo.

    Nell’arco della propria vita, chiunque può soffrire per un periodo più o meno lungo di un disturbo simile, come ad esempio una depressione stagionale. Un singolo sintomo, però, non è traducibile in una patologia. Al fine di poter parlare di patologia devono infatti presentarsi contemporaneamente più sintomi per un certo periodo di tempo. Tra questi è importante non sottovalutare:

    • il pianto improvviso e la disperazione;
    • problematiche relative ai disturbi del sonno;
    • sentimenti come frustrazione, tensione ed irritabilità;
    • insoddisfazione e sfiducia generalizzata;
    • ricorrenti pensieri negativi, anche correlati alla morte ed al suicidio;
    • momenti di aggressività improvvisa e incontrollata;
    • agitazione psicomotoria.

    E ancora:

    • incapacità decisionale;
    • stato confusionale;
    • manie persecutorie;
    • allucinazioni uditive;
    • tensione muscolare, spossatezza e affaticamento;
    • perdita d’appetito.

    La disforia può essere causata tanto da una predisposizione genetica, tanto da fattori culturali, sociali ed economici che causano un forte stress.

    Altre condizioni che possono includere lo stato disforico come sintomo sono:

    • abuso di farmaci o di alcolici;
    • anoressia nervosa e bulimia;
    • DPTS (disturbo da stress post-traumatico);
    • disturbo bipolare;
    • schizofrenia;
    • epilessia;
    • menopausa;
    • disfunzioni sessuali;
    • disturbo borderline di personalità;
    • insonnia;
    • disturbo ossessivo-compulsivo.

    Oltre a questo tipo di disforia, i cui sintomi sono caratteristici di entrambi i sessi, nel Manuale Diagnostico e Statico dei Disturbi Mentali (DSM V)vengono evidenziati altri due tipi di disturbi disforici:

    1. disturbo disforico premestruale: le caratteristiche di questo disturbo sono, oltre a sintomi comportamentali e fisici, l’espressione della labilità dell’umore, l’irritabilità, la disforia e sintomi d’ansia che si verificano ripetutamente durante la fase premestruale del ciclo e che vanno incontro a remissione intorno all’insorgenza delle mestruazioni o poco dopo. Tali sintomi sono paragonabili (non per durata ma per gravità) a quelli di un episodio depressivo maggiore o ad un disturbo d’ansia generalizzata.

    In particolare essi devono essere riconducibili a:

    • labilità affettiva;
    • irritabilità o rabbia;
    • umore marcatamente depresso;
    • ansia;
    • diminuito interesse nelle attività abituali (scuola, lavoro, tempo libero, hobby);
    • difficoltà di concentrazione;
    • marcata mancanza di energie;
    • sovralimentazione o forte desiderio di cibi specifici;
    • ipersonnia o insonnia;
    • senso di sopraffazione o di essere fuori controllo;
    • sintomi fisici (indolenzimento o tensione al seno, dolore articolare o muscolare, sensazione di gonfiore oppure aumento di peso.

    2. disforia di genere: col termine disforia di genere si fa riferimento alla sofferenza di alcuni individui causata dall’incongruenza tra il genere esperito e quello assegnato (“mi sento donna ma sono uomo per nascita” o viceversa). Questa tipologia di disforia può manifestarsi in ogni fascia d’età.

    In particolare:

    - Nei bambini: deve manifestarsi una marcata incongruenza tra il genere esperito e quello assegnato della durata di almeno 6 mesi, che si manifesta attraverso alcuni criteri:

    • forte desiderio di appartenere al genere opposto o insistenza sull’appartenere al genere opposto;
    • forte preferenza per il travestimento con abbigliamento tipico del genere opposto;
    • forte preferenza per i ruoli tipicamente legati al genere opposto nei giochi del “far finta” o di fantasia;
    • forte avversione per la propria anatomia sessuale;
    • forte desiderio per le caratteristiche sessuali corrispondenti al genere esperito.

    Queste condizioni sono associate ad una sofferenza clinicamente significativa, così come alla compromissione del funzionamento in ambito sociale, scolastico o in altre aree importanti.

    - Negli adolescenti e negli adulti: in questo caso, si verifica una marcata incongruenza tra il genere esperito e quello assegnato, della durata di almeno sei mesi, che si manifesta attraverso almeno due dei seguenti criteri:

    • marcata incongruenza tra il genere esperito e le caratteristiche sessuali;
    • forte desiderio di liberarsi delle proprie caratteristiche sessuali e desiderio delle caratteristiche sessuali del genere opposto;
    • forte desiderio di appartenere al genere opposto e di essere trattato come tale;
    • forte convinzione di possedere i sentimenti e le reazioni tipiche del genere opposto. Tale condizione è associata a sofferenza clinicamente significativa o a compromissione in ambito sociale, lavorativo o in altre aree importanti.

    Come si cura la disforia?

    Per curare la disforia, è possibile intraprendere diversi percorsi terapeutici, che variano a seconda della tipologia del disturbo e della sua gravità.

    In primo luogo, è importante sottoporsi a degli accertamenti clinici, sia sul piano psicologico sia su quello fisico. A livello psicologico è opportuno eseguire una “diagnosi” mediante un percorso valutativo finalizzato a mettere in luce la struttura della personalità dell’individuo con le proprie problematiche ma, soprattutto, con le proprie risorse: solo attraverso queste sarà poi possibile realizzare un buon intervento terapeutico.

    Le scelte sull’intervento psicoterapico sono molte: si può optare per un intervento di tipo cognitivo-comportamentale incentrato sulla cura del sintomo oppure di tipo dinamico-analitico, per focalizzare l’attenzione sulla causa del sintomo. Non esiste un metodo migliore di un altro, essendo la scelta dell’approccio assolutamente personale.

    Qualsiasi percorso si scelga di intraprendere, è importante che il paziente riesca a trovare una persona con la quale riesca a parlare, sentendosi a proprio agio. Il luogo terapeutico deve infatti essere visto e sentito come un luogo confortevole e sicuro, mentre il professionista deve essere valutato degno della propria fiducia.

    Infine, tra le varie opzioni, è possibile anche intraprendere un percorso farmacologico, con sostegno del proprio terapeuta.

    A RISPONDERE ALLE DOMANDE:

    Dottoressa Federica Spina

    Specialista in Psicologia