Disabili: un piccolo contributo per l’acquisto di protesi

Disabili: un piccolo contributo per l’acquisto di protesi

Non è che una goccia in fondo al mare il sussidio di 15 mila euro messo a disposizione dalla Associazione No Profit 'Disabili NoLimits', ma servirà a scuotere ugualmente le acque verso questo problema

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    E se gli invalidi hanno in aggiunta ai loro problemi anche problematiche economiche? Bisogna dunque fare in modo che la disabilità non rappresenti per queste persone un problema aggiuntivo che mini la già compromessa loro situazione finanziaria.

    Proprio per cercare di intervenire in questa direzione l’Associazione ‘Disabili NoLimits’ ha presentato ieri martedì a Palazzo Marino una richiesta atta a prevedere gratuitamente 20 protesi in fibra di carbonio, avanzatissime tecnologicamente, per quei pazienti che abbiano subito l’amputazione agli arti inferiori.

    Il contributo messo a disposizione dall’Associazione è di 15 mila euro. “Il diritto alla salute e a una vita autonoma non deve dipendere dalle risorse economiche del cittadino – ha dichiarato l’assessore alla Salute – .La condivisione del progetto proposto dall’associazione no profit ‘Disabili NoLimits’ rappresenta quindi un’affermazione di civiltà, poiché ogni disabile è portatore di una domanda di cittadinanza che è compito delle istituzioni raccogliere, promuovendo ogni percorso atto a migliorare la qualità della vita di chi è diversamente abile”.

    Ovvio che tale contributo non è che una goccia in fondo al mare, se solo pensiamo che in Italia ci sono 250 mila disabili agli arti inferiori, numero che cresce di almeno 10 mila unità all’anno e se consideriamo anche che 90 disabili su 100 non vengono coperti dal S.S.N. per le spese connesse alla loro disabilità se queste sono volte all’acquisto di protesi, una discrepanza notevole se si pensa che chi ha riportato un’invalidità a causa di un incidente sul posto di lavoro riceve gratuitamente dall’Inail i presidi ortopedici di tipo avanzato.

    Diversa la situazione degli invalidi civili che, pur rappresentando la quasi totalità degli amputati, ottengono dal Sistema Sanitario Nazionale protesi che potrebbero essere migliorate grazie all’ausilio delle ultime tecnologie d’avanguardia.

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