Dipendenze: per i ragazzi aumenta quella da internet

Dipendenze: per i ragazzi aumenta quella da internet

Che grande invenzione internet, ma attenti a non abusarne: un uso smodato può portare a una vera e propria dipendenza, con ricadute psicofisiche: a Siena propongono una sorta di rehab per la disintossicazione dal web

da in Benessere, Dipendenze, Giovani, Psicologia, disintossicazione
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    Sempre più internet dipendenza

    Passano le ore connessi a internet, per controllare gli aggiornamenti di Facebook, per mandare mail, per chattare con amici e sconosciuti, per immergersi nella scoperta di nuovi siti web, per giocare. E lasciano fuori il mondo, quello dei famigliari e degli amici in carne ossa, quello delle relazioni coltivate di persona.

    Sono gli internet-addicted ovvero i dipendenti dal web e sono sempre più, soprattutto tra i giovani, come testimonia una ricerca senese, svolta dalla Psichiatria Universitaria del policlinico Santa Maria alle Scotte su 402 studenti senesi di età compresa tra 14 e 18 anni: “Abbiamo osservato che più di 20 ragazzi presentano le caratteristiche tipiche del disturbo e, una percentuale non trascurabile dei rimanenti manifesta comportamenti potenzialmente a rischio” spiega Andrea Fagiolini, direttore della struttura.

    Più aumenta il tempo trascorso sul web, meno ne resta per coltivare le relazioni sociali e famigliari e anche tante attività quotidiane. Così compaiono anche veri e propri problemi psicofisici, tipici dell’internet-addiction: “Perdita del sonno, stanchezza eccessiva che si ripercuote su studio e lavoro, alterazioni dell’umore” rivela l’esperto. Internet è importante e ha rappresentato una grande rivoluzione, ma anche per il web vale l’imperativo della moderazione: un eccesso è sempre deleterio.

    Bisogna, quindi, correre ai ripari contro l’internet-dipendenza: l’idea che arriva da Siena è quella di veri e propri percorsi di disintossicazione, cioè programmi durante i quali si riorganizza la giornata tipo del ragazzo dipendente da Internet: “Uno dei pilastri del nostro intervento sarà un percorso psicoterapico ma il programma prevederà anche una serie di altre attività aggiuntive che mirino a tenere queste persone lontano dal computer per periodi sempre più lunghi e a far riscoprire loro che i piaceri, i rapporti e i compiti della vita reale. Rapporti più faticosi e meno immediati di quelli della vita virtuale, ma non per questo meno belli, duraturi e gratificanti” sottolinea Fagiolini.

    Immagine tratta da: Corriereuniv.it

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