Dieta vegetariana: risparmio economico dalle mense

Dieta vegetariana: risparmio economico dalle mense

Una nuova campagna quella proposta in questi giorni dalla LAV, che è mirata al risparmio energetico, ambientale, di prodotti, per recuperare diete vegetariane alternate alle diete onnivore, una proposta nuova per la ristorazione

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    Ristorazione Vegetariana

    Ristorazione al centro di grandi cambiamenti dopo la rivoluzione vegetariana, si tratta di una novità anticipata da vari tentativi non conclusi, ma sempre in bozza, alimentazione e menù adatti a chi non si nutre di carne ma di verdure e prodotti vegetali, con la possibilità di scegliere come nutrirsi anche nei ristorante, nelle mense e nei luoghi di ristorazione su prenotazione, anche pubblici. Si tratta della rivoluzione vegetariana dei menù.

    Primo complice della battaglia è stata la Lega Antivivisezione che ha lanciato sul mercato un competitivo programma alimentare alternativo, che esclude o limita il consumo delle carni nelle mense e nei luoghi di ristorazione per le persone che decidono di sostenere una alimentazione vegetariana.

    La campagna di informazione sul tema si chiama “Cambia Menù” e consiste in una serie di incontri con il mondo della ristorazione, in favore di ristoratori e consumatori vegetariani, partita il 4 ottobre scorso in Emilia Romagna. Promotore il presidente della LAV in prima persona, che ha testimoniato come il consumo di vegetali al posto della carne, oltre che essere un incentivo a variare la dieta normale, serve per aiutare l’ambiente e ridurre l’inquinamento.

    Ogni chilo di carne in meno consumato regala all’ambiente 36 Kg di CO2, meglio che cambiare le lampadine con alternative a basso consumo, si dice nel comunicato stampa. Questo va a significare che in un anno la convenienza ambientale è notevole per ogni mensa che decida di alternare i propri menù proposti.

    Inoltre la tendenza ambientale si misura sulla quantità di prodotto usato per alimentare l’animale, che tradotta in cibo per esseri umani si trasforma in doppio risparmio, economico ed energetico.

    Chiaro che con questo non si vuole offrire un attacco all’allevamento delle carni da macello e da cortile, ma serve per fare capire come sia tutta la filiera a offrire spunti di risparmio, oltre la consumazione finale del prodotto.

    Riso, soia, verdure, che possono essere coltivate a minore costo, intervendo sulla crisi energetica ed economica direttamente alla fonte: un risparmio di risorse notevole che va a vantaggio della salute del consumatore finale, pronto a trovare sulle tavole delle alternative vegetali che al momento non sono consumabili. La politica alla base della logica LAV coinvolge anche il settore imbrifero, si pensi alla differenza di impiego delle acque per agricoltura e per allevamento e al problema dello smaltimento dell’organico da allevamento, attualmente non ancora usato in Italia per la produzione di energia alternativa.

    La nuova campagna LAV “Cambia Menù” navigherà anche su internet sul sito www.cambiamenu.it dedicato alle scelte alimentari consapevoli, dove si potranno scegliere e combinare alimenti gustosi, sani e dall’impatto sostenibile verso gli altri esseri viventi e l’ambiente.

    Alcune informazioni sono state fornite da News Food
    Le immagini sono tratte dal sito internet di Agricoltura Italiana On Line

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