Dieta povera di fibre? Flora batterica intestinale a rischio

Dieta povera di fibre? Flora batterica intestinale a rischio

La flora batterica intestinale per essere davvero efficiente e proteggere l'organismo dall'aggressioni di pericolosi agenti patogeni ha bisogno di fibre, ecco la scoperta di un ricercatore italiano

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    La flora batterica intestinale ha bisogno di fibre

    L’alimentazione influisce sul benessere e la salute di tutto l’organismo, non è una grossa novità, ma che scegliere una dieta povera di fibre potrebbe essere rischioso è una scoperta recente, tutta italiana. Infatti, un regime alimentare con un basso contenuto di fibre rischia di abbattare alcune preziose “barriere” intestinali, lasciando campo libero all’aggressione di pericolosi agenti esterni, come virus e batteri.

    Il ricercatore italiano, Paolo Lionetti, dell’Università di Firenze, ha evidenziato come optare per una dieta troppo povera di fibre possa incidere negativamente sull’equilibrio intestinale, impedendo lo sviluppo di una flora batterica intestinale capace di difendere al meglio l’organismo da pericolose “incursioni” da parte di agenti patogeni aggressivi.

    I risultati dello studio condotto dallo scienziato fiorentino, pubblicati sulla prestigiosa rivista Pnas, Proceedings of the National Academy of Science, sono frutto di una sperimentazione complessa e di analisi specifiche. Analizzando in modo dettagliato e approfondito la composizione e le caratteristiche della flora batterica intestinale di un gruppo di bambini italiani, che seguono abitualmente una dieta varia, tipica dei Paesi sviluppati, e confrontandola, dopo un’analisi altrettanto accurata, con quella di un campione di piccoli abitanti del Burkina Faso, con un’alimentazione caratterizzata da una netta prevalenza di vegetali e cereali, ha scoperto differenze interessanti.

    La flora batterica dei bambini africani è risultata più in “salute” rispetto a quella dei piccoli del Bel Paese: la flora batterica intestinale dei primi è caratterizzata da una maggiore, circa il triplo rispetto ai coetanei italiani, presenza di acidi grassi dalla catena corta. Un dato significativo, se si pensa alla funzione svolta da questi acidi all’interno della flora batterica, sono loro, infatti, a svolgere un ruolo determinante nel contrastare efficacemente l’azione di agenti patogeni pericolosi, come la salmonella.

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