Dieta Mediterranea: ancora valida?

n linea di principio il mondo scientifico non si è di molto distaccato dalla visione benevola che ha sempre avuto sulla dieta mediterranea, resta però il fatto che uno studio pubblicato appena 10 giorni fa avrebbe dimostrato che a far bene non è il singolo elemento o i singoli elementi da soli

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    Frutta e verdura

    Abbiamo sempre saputo, sopratutto negli ultimi anni, che la dieta mediterranea, se mantenuta a lungo serve sicuramente a mantenerci longevi ed in forma, dunque, molta frutta e frutta secca, tante verdure e poca carne e altrettanto limitato ricorso all’alcol sarebbero in grado di darci una forma di “ assicurazione per la vita….”; Ma è ancora così?

    In linea di principio il mondo scientifico non si è di molto distaccato dalla visione benevola che ha sempre avuto sulla dieta mediterranea, resta però il fatto che uno studio pubblicato appena 10 giorni fa avrebbe dimostrato che a far bene non è il singolo elemento o i singoli elementi da soli, ma l’insieme degli alimenti che si combinano fra di essi a indurre il benessere; tant’è, che consumare grandi quantità di pesce e di frutti di mare, che come sappiamo fanno parte della dieta mediterranea e, al contempo, limitarsi con i formaggi, soprattutto grassi, che sono una proscrizione della stessa dieta, se consumati in alte quantità non danno benefici particolari alla salute, come quelli auspicati.

    A dircelo il professore Dimitrios Trichopoulos della Harvard School of Public Health e colleghi, che ha studiato a lungo una dieta che accomunerebbe, se praticata da tutti, tutti i popoli del bacino del Mediterraneo e che ha testato gli effetti della stessa su una moltitudine di persone greche che facevano parte dello European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC) – un progetto internazionale che studia gli effetti della nutrizione, dello stile di vita e dell’ambiente sul cancro - che hanno ricevuto questionari che indagavano le abitudini alimentari e di vita e sono stati seguiti in un follow-up di otto anni e mezzo, attraverso una serie di interviste, in cui emergevano anche informazioni sullo stato di salute e sui comportamenti in fatto di fumo e attività fisica. In base a queste informazioni la dieta di ciascun individuo veniva collocata in un continuum da 0 a 10 a seconda della conformità con la dieta mediterranea tradizionale.

    Il risultato è stato quello di avere osservato quanto accadeva quando si escludevano dalla dieta le alte assunzioni di verdura, le basse quantità di carne e di alcol, i benefici tanto auspicati finivano di esistere.

    Fonte:Science