Dieta estrema, solo acqua per 21 giorni: muore una donna

Una donna è morta in seguito ad una dieta estrema costituita solo da acqua e digiuno. La perdita di peso nelle 3 settimane di dieta è stata cospicua, ma ciò, in concomitanza con una serie di altri fattori, ne ha causato il suo decesso. Ora la Procura di Perugia ha aperto un’inchiesta con l'accusa di omicidio colposo:è necessario stabilire il possibile nesso tra la morte e la dieta consigliata dal medico.

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    A causa di una dieta estrema a base di sola acqua per 21 giorni, è morta una donna a Perugia. Voleva dimagrire a tutti i costi, nonostante la sclerosi multipla rendesse già più complicata la sua vita. A far luce sull’intera vicenda sarà l’autopsia, che dovrà accertare le responsabilità del programma dietetico sul decesso avvenuto pochi giorni fa nel capoluogo umbro. La corsa in ambulanza si è rivelata inutile, così come i tentativi di rianimarla. Il marito ha sporto subito denuncia, facendo riferimento alle fasi della cura dimagrante e chiedendo di accertare eventuali responsabilità nel decesso della moglie.

    Il caso

    Per circa tre settimane, Maria Carmela De Mulo, una donna sarda di 57 anni, ha seguito la dieta di un medico, regolarmente iscritto all’Albo, che prevedeva ventuno giorni di digiuno, tre litri di acqua al giorno da bere, intervallati da cicli di agopuntura. Lo slogan pubblicitario del professionista descriveva il suo metodo dimagrante come: «la migliore dieta possibile per sconfiggere ed eliminare i più pericolosi nemici della nostra salute, cioè tutte le sostanze inquinanti e tossiche, sia esogene che endogene». Dopo aver perso però 10 chili in tre settimane, nei giorni scorsi la donna, affetta da sclerosi multipla alle prime fasi, è stata colpita da un malore e, nonostante i tentativi di rianimazione, per lei non c’è stato nulla da fare. Dopo la denuncia sporta dal marito, la procura ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, per stabilire se esista una relazione tra il decesso e la “dieta” estrema.

    I rischi delle diete estreme

    Risultano sempre più diffuse anche tra i giovanissimi le diete estreme. L’attrazione verso irrealistici modelli di magrezza veicolati dai media, diventa un’ossessione al quale sacrificare tutto, anche la propria vita. Questo spinge sempre più persone a farsi sedurre da diete o programmi che promettono dimagrimenti rapidi, spesso scelti in totale autonomia, correndo il rischio di mettersi in serio pericolo. Nel caso sopra citato sotto accusa è finito il digiuno estremo, ma ad essere pericoloso è anche l’esagerazione di certe pratiche, come l’abbondante ingestione di acqua. Questo fenomeno, cioè il bere più del dovuto fino all’esagerazione, viene definito iponatriemia, o iposodiemia, ed è caratterizzata dalla riduzione della concentrazione di sodio nel sangue al disotto della norma, in seguito a una possibile intossicazione da acqua. I sintomi manifestati sono quindi simili a quelli di un’overdose vera e propria. Questo testimonia come l’eccesso, di qualunque tipologia si parla, sia rischioso e controindicato.