Dieta e salute: verdure, alleate del sistema immunitario

Per preservare la funzionalità e l’efficienza del sistema immunitario, meglio scegliere una dieta ricca di verdure, soprattutto a foglia verde, come broccoli e cavoli

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    Verdure, toccasana per il sistema immunitario

    Una dieta ricca di verdure, si sa, è la miglior scelta per preservare la linea e la salute, ma non solo. Aggiungere all’alimentazione quotidiana una buona dose di verdure a foglia verde, come i broccoli, può essere davvero la mossa vincente per dare la spinta giusta al sistema immunitario, potenziando le difese naturali dell’organismo.

    Via libera, quindi, a tutte le verdure a foglia verde, agli ortaggi come i broccoli, il cavolo o l’insalata, che, secondo un recente studio del Babraham Institute di Cambridge, sono in grado di inviare un segnale chimico benefico al sistema immunitario, potenziandone funzionalità e potenzialità.

    Vero carburante, capace di dare la spinta in più alle difese immunitarie: le verdure a foglia verde, secondo le evidenze della sperimentazione d’oltremanica, assicurano il corretto funzionamento di alcune particolari cellule immunitarie, quelle dello stomaco e della pelle, i linfociti intra-epiteliali. Il numero e l’efficienza di queste cellule nell’organismo dipende dall’azione di una proteina, il recettore aril-idrocarburo, regolata da sostanze che si trovano soprattutto nelle verdure crocifere come broccoli, cavoli, cavolfiori e cavolini di Bruxelles.


    Nel corso dello studio, pubblicato sulle pagine della rivista Cell, gli esperti hanno alimentato dei topolini di laboratorio con una dieta povera di vegetali per tre settimane, evidenziando un effetto devastante di questa scelta alimentare. Infatti, la mancanza di verdure ha comportato la scomparsa di ben il 70-80% di queste cellule preziose per il sistema immunitario.

    “E’ stato un risultato sorprendente. Ci aspettavamo che queste cellule risentissero in un qualche modo dell’interazione con il mondo esterno, ma non credevamo che ci fosse un nesso con l’alimentazione seguita” ha sottolineato uno degli esperti che ha condotto lo studio, Marc Veldhoen.