Dieta e salute: cereali integrali per “tenere a bada” la pressione

Dieta e salute: cereali integrali per “tenere a bada” la pressione

Tre porzioni di cereali integrali ogni giorno per togliere di torno i problemi cardiovascolari, o quasi: secondo uno studio scozzese, i cereali integrali tengono sotto controllo la pressione

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    I cereali integrali, alleati della pressione

    Tenere sotto stretto controllo la pressione sanguigna, scongiurando sbalzi e aumenti pericolosi? Meglio cominciare dall’alimentazione: se, come è noto, ridurre la quantità di sale utilizzata in cucina è la strategia migliore per controllare la pressione, non è la sola, almeno stando ai risultati di un recente studio d’oltremanica, di un team di scienziati scozzesi, che hanno scoperto i benefici dei cereali integrali.

    Proprio così la pressione sanguigna si può controllare efficacemente anche a tavola, riducendo l’apporto di sale e, soprattutto, scegliendo di inserire nel proprio regime alimentare almeno tre porzioni di cereali integrali ogni giorno. Sono proprio loro, i cereali integrali, come, per esempio, grano, riso, avena e segale, i migliori amici della salute del sistema cardiovascolare, alimenti da considerare veri toccasana per tenere a bada la pressione sanguigna e prevenire i possibili rischi cardiovascolari.

    Cereali integrali alleati di cuore e arterie, ma soprattutto della pressione sanguigna: ecco quanto è emerso dalla ricerca recentemente apparsa sulle pagine della rivista scientifica a stelle e strisce American Journal of Clinical Nutrition.

    200 volontari coinvolti nella sperimentazione e suddivisi in due gruppi: il primo gruppo ha osservato una dieta che prevedeva tre porzioni giornaliere di cereali integrali, mentre il secondo gruppo consumava solo cereali raffinati.

    Monitorando gli effetti sullo stato di salute dei soggetti coinvolti, i ricercatori hanno evidenziato che i cereali integrali sono efficaci nel controllo della pressione arteriosa sistolica e, di conseguenza, che hanno effetti positivi sulla riduzione dell’incidenza di patologie come l’ifarto e l’ictus.

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