Diarrea di difficile trattamento: la causa in… bocca!

Diarrea di difficile trattamento: la causa in… bocca!

Il sorbitolo contenuto nei chewin-gum può causare, se in grande quantità diarree anche gravi

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    Il sorbitolo contentuo nei chevin-gum, può causare diarrea

    Lo abbiamo sempre saputo, masticare chewing-gum, magari è una pratica fastidiosa per chi ci sta vicino, ma se la scelta della gomma cade su un tipo privato del tradizionale zucchero e invece trattato con un edulcorante del tipo sorbitolo, ruminare la poltiglia farebbe bene ai denti, anzi, pare che la scienza si sia persino alleata con le gomme da masticare, al punto che studi recenti ammettono validità al ruolo preventivo della gomma da masticare contro la carie.

    Ma, di contro, il sorbitolo giocherebbe un ruolo importante, in negativo, stavolta, a livello intestinale nei divoratori di chewing-gum, ciò in quanto, secondo uno studio effettuato dal British Medical Journal, tale dolcificante, causerebbe danni anche importanti all’intestino con relativo calo ponderale per mancato assorbimento e la quantità sufficiente per causare tali problemi è la stessa che si riscontra in quei soggetti che masticano, regolarmente, il chewing-gum.

    Il caso è venuto alla ribalta indagando su due pazienti tedeschi affetti da diarrea cronica e perdita severa di peso. A destare l’attenzione dei medici il caso di una donna di 21 anni che in otto mesi aveva perso 11 kg e che per tutto il periodo era stata afflitta da una diarrea continua, con conseguente ipovitaminosi e altri disturbi tipici delle malattie da malassorbimento e poco sensibile ai farmaci utilizzati per bloccarla. Persino la colite, che in un primo tempo era stata la diagnosi d’elezione da parte dei medici,è stata messa in discussione per via del fatto che si osservava nella paziente una risposta dell’intestino anomala, come fosse costantemente sotto l’azione di lassativi. Solo a questo punto, con un’anamnesi accurata, si è giunti alla determinazione che a causare quelle crisi erano il numero per nulla trascurabile di gomme da masticare che la paziente assumeva ogni giorno, in certi casi anche 20 . E’ bastato vietare l’uso di chewing–gum, senza zucchero, all’interessata e in una decina di mesi il quadro clinico della paziente è tornato del tutto alla normalità.

    L’altro caso riguardava un cittadino tedesco di 45 anni che, a seguito dell’ingestione di una quantità addirittura minore di sorbitolo, rispetto a quanto veniva assunto dalla donna, in un lasso di tempo analogo aveva perso ben 22 chilogrammi. La causa di questo stato patologico era anche in questo caso afferente alla diarrea osmotica causata dal dolcificante, tale condizione si verifica quando a livello intestinale si accumulano sostanze che tendono ad assorbire l’acqua, ciò in quanto, tali zuccheri non riescono ad essere assimilati per tempo dall’intestino e rimangono in sito, fatto che crea nell’organismo, nel tentativo di allontanare questi elementi ritenuti indigeribili, un aumento della peristalsi con conseguente diarrea. Nel caso si assumano dolcificanti del tipo del sorbitolo, in grande quantità, la diarrea di questi pazienti diviene cronica e assume un significato clinico severo, si risolve soltanto quando si allontana l’alimento implicato nel disturbo stesso.

    D’altro canto il sorbitolo, che è uno zucchero polialcolico, cui fa parte anche il mannitolo e lo xilitolo, entra a far parte di molti alimenti e non soltanto delle gomme da masticare, fatto che causa forme meteoriche e flatulenze nell’intestino per via del gonfiore causato dal fatto che lo zucchero non viene trattenuto nell’organismo.

    Tuttavia il danno è dose dipendente, atteso che, affinchè il sorbitolo provochi diarree profuse, la quantità dovrà superare i 20/25 grammi e, soprattutto, in maniera continuativa.

    Vero è che l’industria alimentare avvisa da un po’ di tempo in qua il consumatore circa l’uso prolungato e, soprattutto elevato di questo zucchero, quale causa di danni alla salute, sia pure reversibili ed a carico dell’apparato gastroenterico,ma vero è anche che le indicazioni su questi rischi non sono evidenziate come invece dovrebbe essere fatto, in maniera chiara e leggibile nella confezione dell’alimento trattato con la sostanza. Si richiederebbe pertanto agli organi preposti a controllare le derrate alimentari immesse in commercio, di imporre alle aziende una indicazione chiara e puntuale sugli effetti negativi di questo dolcificante. Ai medici invece si raccomanda di procedere ad un’accurata anamnesi del paziente che si presenta all’osservazione con disturbi intestinali severi e soprattutto insensibili all’azione terapeutica di quei farmaci utilizzati per risolvere il disturbo, atteso che, molto spesso, il rimedio è più alla portata di mano di quanto si creda.

    Fonti
    Bauditz J et al. Severe weight loss caused by chewing gum

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