Dialisi: promuovere le terapie domiciliari

Dato l’aumento del numero di pazienti che necessitano la dialisi, molti specialisti consigliano, sotto attenti controlli, la dialisi peritoneale o emodialisi a domicilio

da , il

    dialisi terapie domiciliari

    Per i pazienti in dialisi gli specialisti promuovono le terapie domiciliari. Queste ultime, dopo aver dato al paziente le utili informazioni, sono consigliate per una serie di motivi. Nonostante ciò la dialisi a domicilio è ancora un argomento non proprio diffuso, tanto che la maggior parte dei pazienti continua a recarsi negli ospedali o centri di dialisi per sottoporsi alla terapia.

    Purtroppo, negli ultimi decenni, il numero dei pazienti affetti da insufficienza renale terminale, che necessitano della dialisi, è aumentato. Questo, insieme ad un altri fattori, fa sì che la terapia domiciliare sia una soluzione ad una serie di problemi. Secondo le statistiche, ogni anno in Italia, il numero dei pazienti destinato alla dialisi è di circa 150-160 mila. Questi numeri, almeno nel nostro Paese stanno migliorando grazie alle campagne di prevenzione e screening. Comunque un numero tale di pazienti causa oltre che dei problemi di attesa per loro stessi, dei costi per il servizio sanitario. Ecco perché, come si è ribadito durante il convegno “La deospedalizzazione del paziente uremico dializzato”, bisogna puntare sulla dialisi peritoneale o emodialisi a domicilio.

    Molti specialisti e pazienti sono convinti che mediante tale procedura la qualità della vita del malato potrà migliorare ulteriormente, sia da un punto di vista fisico, sociale e burocratico. La dialisi peritoneale, utilizza un “filtro” naturale, il peritoneo (membrana che riveste gli organi all’interno dell’addome) per depurare il sangue dalle scorie, potrebbe rappresentare una soluzione importante per molti pazienti. Nonostante ci siano dei pareri positivi, ancora troppo pochi si affidano a questa metodica (solo un decimo su circa 50000 pazienti in Italia). La dialisi peritoneale è comunque una tecnica che deve essere prescritta all’interno di un progetto terapeutico, in quanto il peritoneo non è nato per fare la dialisi, e perciò ha un limite.