Diabete tipo II: arriva la pillola mulfunzione

Diabete tipo II: arriva la pillola mulfunzione

Ma oggi più approfonditi studi sul diabete di tipo II hanno consentito di appurare che la malattia non è solamente dipendente dalla capacità dell’insulina ad essere escreta e dunque dalla resistenza che nel tempo si determina in questi pazienti nei confronti della stessa insulina

da in Diabete Tipo-I, Farmaci, Insulina, Malattie, Glucosio
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    prova glicemia

    Ha rappresentato il grosso limite della terapia fino adesso applicata contro il diabete di tipo II, ovvero, somministrare un farmaco che per un certo periodo pareva rispondere al meglio evitando i picchi di glicemia per poi mostrare però tutti i propri limiti costringendo il medico a prescrivere un altro farmaco in associazione e così via…

    Ma oggi più approfonditi studi sul diabete di tipo II hanno consentito di appurare che la malattia non è solamente dipendente dalla capacità dell’insulina ad essere escreta e dunque dalla resistenza che nel tempo si determina in questi pazienti nei confronti della stessa insulina, ma anche da diversi altri fattori che coinvolgono le Isole pancreatiche che a loro volta sono chiamate in causa al fine di modulare le secrezioni di insulina e di glucagone.

    Ne deriva che a seguito di recenti scoperte scientifiche si sarebbe addivenuti ad una associazione farmacologica che tiene sotto controllo i livelli di glucosio nel sangue agendo sulla secrezione dell’insulina e riducendo quella di glucagone e viceversa, così come tale associazione farmacologica andrebbe anche ad agire sull’eventuale resistenza dell’insulina stessa.

    Tutto ciò oggi è possibile farlo con un’unica compressa che svolge di fatto tre differenti funzioni, un unico farmaco che è risultato anche essere più tollerabile dal paziente e che agisce al meglio in quei soggetti affetti da un quadro di multipatologia, come spesso accade negli anziani.


    In ultimo da non trascurare il fatto che nel caso della pillola multifunzione si sono anche osservati grossi benefici anche nel post prandiale, ovvero in quei pazienti che presentano un alto picco della glicemia dopo aver consumato i pasti.

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