Diabete giovanile: più sinergia tra chi si prende cura dei piccoli pazienti

Diabete giovanile: più sinergia tra chi si prende cura dei piccoli pazienti

Crescere con il diabete giovanile non è impossibile, ma c'è ancora molto da fare, data la tendenza all'aumento dell'incidenza della malattia in italia e nel mondo, a cominciare da una maggiore sinergia tra tutti coloro che si prendono cura del piccolo diabetico

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    Più sinergia contro diabete giovanile

    Colpisce più spesso i bambini tra i 5 e i 6 anni e tra i 10 e i 14 anni ed è in forte aumento: parliamo del diabete di tipo 1, anche detto giovanile, la malattia cronica metabolica più frequente dell’infanzia. Questa patologia costringe a ricorrere a quotidiane iniezioni di insulina, a giornalieri controlli dei livelli di glicemia e a un’attenta alimentazione, incidendo pesantemente sulla vita quotidiana dei giovani malati.

    Crescere col diabete oggi è più facile rispetto al passato, grazie anche agli sforzi delle associazioni dei pazienti, ma data la crescente incidenza del problema nel mondo e in Italia, occorre fare di più. Allo scopo negli scorsi giorni le principali associazioni hanno organizzato l’incontro “Il bambino con diabete nella vita quotidiana“, durante il quale è stata presentata anche una indagine condotta su un gruppo di piccoli diabetici e i loro genitori.

    Attraverso l’analisi di disegni e test grafici svolti dai piccoli è stato possibile constatare che i bambini con diabete mostrano un buon adattamento sociale, ma anche qualche tratto di ansia e introversione. Il vissuto dei genitori, cui sono stati sottoposti dei questionari, ha permesso di evidenziare problematiche legate soprattutto alla scuola e all’inserimento nelle attività sportive.

    Occorre quindi lavorare per favorire una maggiore sinergia tra le varie figure che si occupano di diabete pediatrico per garantire non solo l’adeguato inserimento scolastico, ma anche un’assistenza sanitaria continua, con un passaggio meno traumatico dalle strutture pediatriche a quelle per adulti.

    Tutto deve ruotare non attorno alla malattia, ma attorno al paziente, puntando a una maggiore informazione a tutti i livelli (dall’opinione pubblica fino alle figure di riferimento come gli insegnanti, gli operatori sanitari e gli stessi genitori), cercando anche di superare le ancora troppe difficoltà nell’ottenimento dei presidi terapeutici più innovativi e dei sistemi di monitoraggio della glicemia di ultima generazione (come i dispositivi pungidito più sicuri e confortevoli), che minimizzano i disagi per i bambini.

    “Le indicazioni degli ultimi Piani Sanitari Nazionali 2003-2005 e 2006-2008 evidenziano la necessità di creare una rinnovata collaborazione fra i vari interlocutori, non solo provenienti dal mondo sanitario, per attuare una trasversalità di interventi, esaltando al tempo stesso il ruolo di un Associazionismo responsabile” ha sottolineato, durante l’incontro, Paola Pisanti, Presidente della Commissione Nazionale sul Diabete del Ministero della Salute.

    Immagine tratta da:Universonline.it

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