Diabete di tipo 2: Rosiglitazone presto sospeso anche in Italia

Secondo recentissime notizie e comunicati provenienti dall'EMA (european medicines agency) i farmaci contenenti come principio attivo il rosiglitazone verrano tolti dal commercio

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    Secondo recentissimi studi alcuni farmaci utilizzati nella terapia del diabete di tipo 2, dovrebbero essere sospesi e ritirati dal commercio. Questi medicinali, contengono come principio attivo il Rosiglitazone (nuova categoria di ipoglicemizzanti orali, usato come monoterapia o in associazione), studiato dal dottor Steven Nissen, sottolineando come questa sostanza provoca un aumento del rischio di infarto del miocardio. Proprio per questo l’EMA (European Medicines Agency) ha dato ordine di sospendere, dal commercio, tutti i farmaci contro il diabete di tipo 2, che abbiano come principio attivo il Rosiglitazone.

    I farmaci, finora utilizzati sono Avandia, Avandamet, e Avaglim. Come si è arrivati ad una vera e propria sospensione di tali farmaci? Dopo vari studi clinici, di osservazione e di meta-analisi, che confermavano il rischio precedentemente scoperto dal dottor Nissen, il CHMP (Comitato per i medicinali per uso umano) ha reso necessario sospendere l’autorizzazione al commercio del medicinale dall’Unione Europea. Infatti secondo le notizie rilasciate dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), il Rosiglitazone cesserà di essere disponibile in Italia tra qualche mese.

    Lo studio è stato condotto su 4.447 pazienti in terapia con metformina o una sulfonilurea (entrambi farmaci utilizzati attualmente contro il diabete mellito di tipo 2) da almeno 5 anni. Sono stati studiati gli effetti, della terapia con Rosiglitazone associata a quella in atto, e non ha aumentato il numero dei ricoveri e di decessi per attacchi cardiaci; mentre la sola terapia con Rosiglitazone ha provocato un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, e aumento del rischio di fratture (soprattutto donne), rispetto ai pazienti curati con terapia classica. Gli studi continueranno per valutare meglio la sicurezza del farmaco, ma per essere più sicuri e non rischiare l’EMA preferisce tutelare i pazienti.