Arriva l’insulina al chewingum per combattere il diabete

Arriva l’insulina al chewingum per combattere il diabete

Ma adesso anche in questo campo qualcosa cambia; da quando gli studiosi sarebbero riusciti ad inserire insulina in una gomma da masticare, parliamo dei ricercatori della University of California a capo dei quali c’è Tejal Desai che ha presentato il lavoro scientifico all’ American Institute of Physics

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    Che il diabete sia una patologia insidiosa e subdola più per i rischi cui espone l’organismo che per la malattia in sé e per sè, visto che apre la strada verso altre ancora più temibili patologie, non ci sono dubbi, così come non ci sono dubbi neanche sul fatto che una delle terapie più fastidiose per coloro che sono al contempo insulino-dipendenti è proprio rappresentata dall’insulina che va somministrata ad intervalli di tre, quattro volte al giorno.

    Non parliamo di quei diabetici affetti da forme per lo più rappresentate dal diabete-alimentare o della tarda età, che per lo meno nelle prime fasi della malattia assumono i cosiddetti ipoglicemizzanti orali, ovvero, farmaci in grado di “spremere” di più il pancreas per cercare di trarre l’insulina che ancora questo organo riesce a secernere, parliamo invece di coloro che l’insulina devono reperirla solamente dall’esterno. Verrebbe a questo punto facile chiedersi perché mai non si sia previsto un’assunzione orale della insulina al fine di evitare punture così ripetute nel corso della giornata e la risposta è data dal fatto che se l’insulina passasse tal quale a livello gastrico verrebbe degradata dai succhi gastrici e dunque verrebbe resa inservibile.

    Ma adesso anche in questo campo qualcosa cambia; da quando gli studiosi sarebbero riusciti ad inserire insulina in una gomma da masticare, parliamo dei ricercatori della University of California a capo dei quali c’è Tejal Desai che ha presentato il lavoro scientifico all’ American Institute of Physics.

    Il chewingum in questione verrebbe realizzato prevedendo delle microcapsule al suo interno che restano indenni al passaggio nell’apparato digerente e che poi verrebbe veicolata nel flusso ematico e resa fruibile dall’organismo.

    Una scoperta importante che affrancherebbe i diabetici dalla schiavitù di siringhe o quant’altro utile per somministrasi l’insulina e non solo… lo stesso sistema potrebbe essere domani applicato agli antinfiammatori che rimanendo intatti a livello del digerente non causerebbero quella gastrolesività ben conosciuta che ci obbliga al ricorso agli antinfiammatori previa raccomandazione di assumerli a stomaco rigorosamente pieno!

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