Desiderio: il calo nella donna in menopausa è risolvibile

Desiderio: il calo nella donna in menopausa è risolvibile
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menopausa

Che la donna in menopausa possa essere più attraente e interessante di prima non ci sono dubbi… anzi, l’attrazione ricevuta nei confronti di una persona più matura, che può anche non dare troppo peso alla minore elasticità dei tessuti, a qualche ruga in più, può essere l’anello vincente di un rinnovato interesse da parte di un uomo che intende intrattenere un rapporto affettivo con una donna.

Ciò non toglie però che la menopausa andrebbe inquadrata caso per caso, non tutti gli individui reagiscono allo stesso modo alla menopausa, c’è chi sembra quasi non accorgersi che il climaterio è arrivato, chi comincia ad avvertire il disagio di un’età particolare con mesi se non addirittura anni di anticipo. Ciò in quanto non si può non annettere importanza al fatto che nella donna l’ingresso in menopausa cambia qualcosa.

Additati sono sempre “loro”, gli ormoni, che incidono sulla psiche, sul benessere psico-fisico, sullo stesso desiderio sessuale. Ed è proprio di questo che vorremmo parlare, ovvero, della risposta sessuale della donna in menopausa. Immaginare che sul modello delle grandi figure del cinema, ogni donna debba avere performance al riparo da qualsiasi problema è sbagliato,immaginare che in menopausa tutto debba essere visto come un problema è parimenti errato; proprio perché la menopausa dovrebbe essere inquadrata come un fatto personale della singola donna che risente anche del vissuto della stessa; a questo si aggiungono problematiche individuali che diventano collettive quando ci si accorge di come tante siano quelle donne che condividono gli stessi problemi, quasi sempre in forma individuale e se ci riferiamo al sesso, scopriamo che quasi sei donne su dieci vive lo stesso disagio condiviso.

Non è infatti raro scoprire in molte donne la perdita del desiderio sessuale, il che significa, minore eccitazione, mancanza dell’orgasmo; insomma, una qualità della sessualità scadente. Vero è che la riduzione degli ormoni femminili è la causa scatenante in tutto ciò, ma relegare il problema al solo risvolto biochimico, fisiologico, potrebbe persino essere riduttivo se almeno non consideriamo l’altro problema che si istaura nell’individuo donna; la paura di invecchiare, la consapevolezza di non poter più procreare, l’idea, per lo più errata, di aver perso la capacità di sedurre.

Certo si potrebbe dire anche questi moti dell’anima potrebbero ricondursi a quell’assetto ormonale sicuramente mutato; del resto la depressione in menopausa trova riscontro proprio nella diminuzione degli ormoni secreti in minor misura, ma spesso le forme di depressione si istaurano ancor prima che si faccia strada la menopausa, segno evidente che se da una parte le ghiandole endocrine hanno il loro peso, grande rilevanza dovrà essere data anche all’approccio mentale che la donna assume prima e durante il climaterio.

Atteso dunque che ogni problema insorto nella donna durante questa fase della vita andrebbe valutato caso per caso, proprio nella consapevolezza di un problema insorto a livello ormonale, non si può non considerare che vi sono situazioni organiche che andranno inquadrate ed eventualmente corrette e che trovano motivo di essere proprio da condizioni cliniche particolari e se dunque la donna lamenta rapporti sessuali dolorosi, sarebbe sbrigativo addurre tale fatto ad una minore volontà della donna di accostarsi al sesso, semmai andrebbe inquadrato il problema sull’evidenza della secchezza vaginale intervenendo su quella che potrebbe essere la base di tutta la problematica annessa al minore desiderio sessuale.

A questo punto diviene fondamentale e centrale l’opera del medico, che alla luce dei riscontri ottenuti dalla donna dovrà prevedere un approccio farmacologico in grado di riportare la situazione ala normalità; ad esempio, il trattamento ormonale sostitutivo che ripristini artificialmente l’assetto ormonale non più ottimale. L’aggiunta di estrogeni, infatti, che detengono anche un lieve effetto androgenico non solo può rivelarsi utile nell’aumentare la lubrificazione della vagina, riducendo notevolmente i dolori dell’atto sessuale, ma agendo anche migliorando la nutrizione delle cellule del tessuto degli organi sessuali femminili, migliora sicuramente la performance sessuale della donna.

Attenzione è anche riversata da parte dei medici oggi al piacere sessuale indotto a livello cerebrale con la prescrizione di farmaci che agiscono riducendo quegli stati d’ansia e contribuendo a diradare nel tempo quelle forme depressive indotte dalla menopausa. In ultimo, ma non certo per importanza, trovano applicazione, inducendo grandi benefici, anche quegli ovuli a lento rilascio di estrogeni che lubrificando la vagina evitano il disagio di rapporti dolorosi e dunque privati dell’orgasmo.

Se a tutto ciò aggiungiamo esercizi fisici quali gli esercizi di Kegel, una sorta di ginnastica utile per sviluppare e tonificare i muscoli vaginali che non sono esclusiva solo del parto, ma che dovrebbero essere continuati nella vita per migliorare i rapporti sessuali, aggiunto a particolari massaggi più o meno medicati, ci si rende conto davvero che il sesso non ha età, sia pure a certe condizioni, ovvero, quelle appena viste.

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Gio 18/03/2010 da

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