Depressione: vittime 1 italiano su 4

La depressione è davvero il male del nuovo millennio, con percentuali di diffusione molto elevate, che, secondo le stime dell'Oms, sono destinate a subire ulteriori incrementi nei prossimi anni

da , il

    depressi_italia

    Quando si definisce il male del nuovo millennio, una delle patologie più diffuse e più pericolose per l’uomo moderno, non si tratta del solito luogo comune, poco comprovato da fatti o facilmente smentibile, anzi. La depressione si aggiudica davvero un posto tra i gradini più alti del podio della malattie più diffuse, con circa 60 milioni di persone colpite solo nel Vecchio Continente.

    Ben 60 milioni di europei devono affrontare tutti i lati oscuri dello stato depressivo e circa la metà di loro è affetto da una forma grave e invalidante della patologia psichiatrica. Anche in Italia le cifre si confermano poco rassicuranti: secondo le stime è un adulto su 4, nel Bel Paese, a essere interessato almeno da un episodio di depressione nell’arco della vita. Le donne battono gli uomini, con una percentuale del 12,8 % contro il 5,9% dei maschi.

    Numeri e percentuali poco incoraggianti, che diventano ancora più preoccupanti se si aggiungono le stime fatte dall’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui la depressione, fra circa dieci anni, nel 2020, rappresenterà la seconda causa di disabilità nel mondo, dopo le patologie del sistema cardiovascolare.

    La depressione è un disturbo grave, difficile da affrontare, complicato da comprendere e da accettare, che, però non può essere sottovalutato. “Le terapie finora a disposizione non alleviano immediatamente i sintomi depressivi: il malato può avvertire prima gli effetti collaterali dei farmaci, come quelli gastrointestinali e sul sonno, ma anche disturbi della sfera sessuale e aumento di peso che spesso portano all’interruzione del trattamento” ha sottolineato il professor Giovanni Biggio, presidente della Società italiana di Neuro-psicofarmacologia (Sinpf).