Depressione: una grave causa di invalidità

La depressione è il primo nemico figlio della società moderna: pochi momenti di svago, stress, impegni, predisposizione naturale, pessimismo, umore basso, possono indurre il soggetto a sentirsi ammalato e triste

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    Gogi

    La depressione è spesso stata descritta come “il male oscuro”. Una sofferenza interiore che si manifesta con sintomi reali, direttamente connessi a uno stato d’animo profondamente radicato e sofferente, che non lascia possibilità di guarigione alternativa alla cura dello stato depressivo in sè.

    Si valuta che in futuro la depressione potrà essere una delle malattie più diffuse al mondo: secondo l’OMS potrebbe addirittura essere la prima causa di invalidità temporanea e permanente al mondo.

    La depressione può essere curata solo con la serietà e l’impegno dovuti: non tutte le depressioni sono uguali, per ogni tipo di malattia esiste una sua causa e una cura, ma la depressione già di per sè spaventa, per le sue conseguenze e per la sofferenza profonda che porta con sè.

    Lo stato depressivo si nasconde sotto una parvenza di insofferenza e di male latente, per poi manifestarsi nella sua forma più dolorosa e cruenta: umore depresso, disinteresse per la realtà circostante, dolori fisici che si scaricano con mal di testa, cervicale, cefalea.

    La depressione può avere una origine genetica, la predisposizione al male per le persone che sono particolarmente fragili dal punto di vista emotivo, che non si sentono a loro agio, avere sempre lo stesso modo di affrontare i problemi, subire errori educativi che si riflettono sulla troppa importanza data agli eventi negativi, possono indurre a un pensiero pessimista e quindi predisporre a un umore basso, il primo amico della depressione.

    Come fare per combatterla? Capire come intervenire con la psicoterapia, con le terapie psichiatriche e con i farmaci è importante, per anticipare le mosse del male e prevenire che diventi profondo e cronico. Aiutare il malato a smettere di ripensare alle sua azioni, al suo stato, alla sua condizione, per evitare che il soggetto entri nella spirale dannosa del senso di colpa rendendolo pessimista e perdente, cercare di cambiare quello che non va bene nello stile di vita, anche se questo comportasse dello sforzo e della fatica: la casa, il lavoro, la situazione, quello che fa male e che non aiuta a vivere serenamente.

    Il depresso si disingue dal pessimista e dal triste perché non ha forza di volontà per intervenie positivamente sulla sua situazione: poche azioni, poca voglia, poco imput, pensieri ricorrenti, paure ingiustificate, incapacità di affrontare un discorso, poca attenzione, pochi risultati, improduttività.

    Per la cura della malattia esistono dei centri specifici a cui rivolgersi, che in genere sono direttamente suggeriti dal proprio medico di fiducia, che dopo aver esaminato il caso deciderà se destinare il malato a un centro o a cure psico-farmacologiche.

    Fonte: Kataweb salute

    Foto da Google