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Depressione: rischio alto per i nati in inverno

Depressione: rischio alto per i nati in inverno

Nascere in inverno, nel pieno della stagione più fredda dell’anno potrebbe significare correre un rischio maggiore di sviluppare malattie come depressione e schizofrenia, secondo uno studio Usa

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    Depressione, i nati in inverno sono più predisposti

    Le giornate sempre più corte, le ore di sole sempre più rare, il termometro registra temperature sempre più glaciali e la depressione invernale è dietro l’angolo? Sì, soprattutto per le persone nate proprio nella stagione più fredda, almeno stando ai risultati di una recente ricerca statunitense. Infatti, secondo i ricercatori a stelle e strisce sarebbero proprio i nati in inverno a correre maggiori rischi di sviluppare disturbi psicologici, psichiatrici, neurologici e affettivi stagionali, come la depressione e la schizofrenia.

    Dimmi quando sei nato e ti dirò che problemi a avrai? Quasi, anche se in questo caso astrologia e oroscopi non c’entrano molto. I ricercatori della Vanderbilt University, negli Stati Uniti, hanno condotto uno studio, recentemente pubblicato sulle pagine dell’autorevole rivista scientifica Nature Neuroscience, da cui emerge un’evidenza chiara: nascere nei mesi più freddi, durante l’inverno, influisce negativamente sull’orologio biologico.

    Natali al freddo e l’orologio biologico, secondo gli scienziati Usa, ne risente pesantemente, provocando pericolose interferenze con i processi di sviluppo neurologico e aumentando il rischio di sviluppare una serie di patologie, come i disturbi affettivi stagionali (depressione invernale), la depressione bipolare e la schizofrenia.

    La sperimentazione d’oltreoceano ha coinvolto un gruppo di topi, cavie da laboratorio, madri e piccoli, che, per essere maggiormente monitorabili, sono stati modificati geneticamente: nel loro Dna è stato inserito un particolare gene, che produce una proteina verde fluorescente, in grado di illuminarsi quando i neuroni coinvolti nel funzionamento e nella regolazione dell’orologio biologico sono attivati. “I topi allevati nel ciclo invernale mostrano una risposta esagerata al cambiamento di stagione che è sorprendentemente simile a quella dei pazienti umani affetti da disturbo affettivo stagionale” hanno osservato i ricercatori, autori dello studio.

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