Depressione: potrebbe essere un adattamento mentale

Depressione: potrebbe essere un adattamento mentale

Un’ipotesi di due ricercatori americani apre prospettive interessanti verso una maggiore comprensione dei meccanismi mentali legati alla depressione, che potrebbe essere una sorta di adattamento mentale in vista della risoluzione dei problemi

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    depressione patologia

    La depressione è una patologia che può essere difficile da affrontare e che tra l’altro coinvolge molte persone, essendo una malattia che interessa molti individui rispetto ad altre patologie psichiatriche. Ma come mai è la depressione è così tanto diffusa? Non è un paradosso rispetto all’evoluzione, che avrebbe dovuto limitare questa disfunzione?

    Un’ipotesi di due ricercatori americani, Paul W. Andrews e J. Anderson Thomson, mira a dare delle risposte precise a queste domande, avanza una teoria, secondo la quale la depressione potrebbe essere una vera e propria strategia di adattamento mentale, che avrebbe dei risvolti anche utili dal punto di vista del pensiero analitico. Nel corso di un episodio di depressione la mente è in grado di diventare più capace di trovare una soluzione a quei problemi che stanno all’origine del disturbo stesso.

    Si potrebbe trattare dunque di un processo attivato dal nostro cervello in vista di una prospettiva ben precisa. Si può constatare infatti che le persone depresse tendono a pensare continuamente ai loro problemi e alla possibili soluzioni da applicare. È una modalità di pensiero analitica, che tende a spezzettare i problemi, in modo da esaminarli meglio. Da alcune ricerche si è visto che i depressi riescono meglio nella risoluzione di situazioni complesse e i dilemmi di carattere sociale.

    Lo stesso isolamento sociale tipico della depressione potrebbe essere un sistema, per evitare distrazioni dalla risoluzione dei problemi che interessano.

    Un’ipotesi interessante che considera la depressione come un meccanismo biologico che risponde ad una funzione specifica. Un’ipotesi che tuttavia ha bisogno ancora di ulteriori prove per essere accreditata. In ogni caso è un passo avanti in più nella comprensione di una malattia, che potrebbe portare a nuove strategie terapeutiche.

    Immagine tratta da: centrocrescitapersonale.com

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