Depressione post partum: molto più frequente nelle madri dei gemelli

Depressione post partum: molto più frequente nelle madri dei gemelli

Premesso ciò resta il fatto che si sarebbe evidenziata una maggiore incidenza della depressione post partum nelle donne che abbiano avuto parti plurimi, in questo caso si sarebbe evidenziato un fenomeno asccritto alla depressione post partum in una misura che supera anche il 43% rispetto a chi ha avuto un parto singolo

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    parto gemellare

    La depressione post partum rappresenta per le donne un problema frequente e diffuso, ma solo da recente si è in grado di stabilire la percentuale maggiore del fenomeno in donne che abbiano avuto un parto gemellare. Resta il fatto che sia il parto singolo o plurimo e relativa depressione sono entrambi accomunati dall’evidenza che la donna “ confessa “ con difficoltà i sintomi della depressione post partum persino al medico, lo dimostra il fatto che su 100 malati a ricorrere alle cure mediche o psicologiche sono solamente 27 pazienti, probabilmente per un supposto senso di colpa cui crede di dover sottostare la madre nei confronti del figlio e del marito.

    Premesso ciò resta il fatto che si sarebbe evidenziata una maggiore incidenza della depressione post partum nelle donne che abbiano avuto parti plurimi, in questo caso si sarebbe evidenziato un fenomeno asccritto alla depressione post partum in una misura che supera anche il 43% rispetto a chi ha avuto un parto singolo.

    Il motivo di quanto accade è fatto risalire al maggiore stress che abbia accompagnato l’intera gravidanza e ad identico periodo di grande supermenage che accompagna la cura dei bambini nei primi mesi di vita, con un carico di fatica e responsabilità raddoppiato rispetto ad un singolo bambino, affaticamento e tensioni che non sempre vengono condivise col proprio partner.

    A tutto ciò si aggiungerebbero altri fattori di natura biochimica, oggetto di attento studio da parte degli scienziati, che incrementerebbero il rischio di depressione post-parto in queste pazienti.

    Resta soprattutto al medico, da quello di famiglia allo specialista, indirizzare verso le cure più efficaci ed eventualmente i centri più attrezzati, individuando sul nascere ogni fenomeno ascritto alla depressione, soprattutto per quelle pazienti che presentano sintomi caratteristici che facciano propendere per la malattia, mentre ai reparti pediatrici verrebbe affidata l’assistenza a quelle madri di gemelli o in attesa di parti plurimi circa l’educazione migliore da dare ai bambini individuando nelle loro madri eventuali prodromi di quella che potrà essere la malattia da prevenire prima ancora del suo esordio pressoché violento.

    Tali opportunità prevedono un collegamento fra i sistemi assistenziali pediatrici e dell’adulto, senza trascurare le risorse che dovranno riguardare l’assistenza pediatrica e psichiatrica, cosa che in un periodo di crisi economica del Paese diventa quanto mai difficile attuare.

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