Depressione: l’ossessione per la pulizia aumenta il rischio

L’ossessione per la pulizia aumenterebbe il rischio depressione: se ci si lascia convincere dalla mania di pulire tutto nei minimi dettagli, il pericolo di indebolire il sistema immunitario è alto

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    Ossessione per la pulizia e rischio depressione

    Amanti o, meglio, fanatiche e fanatici della pulizia, meglio non lasciarsi trasportare troppo dalla voglia di spazzare, lucidare e spolverare, per non rischiare di rimetterci la salute e, in particolare, l’equilibrio psicologico. L’ossessione per la pulizia potrebbe essere legata, in modo preoccupante, secondo un recente studio con l’incremento dei casi di depressione.

    Depressione e ossessione per la pulizia a ogni costo, relazione davvero pericolosa? Sembra proprio di sì, almeno stando alle evidenze emerse nel corso di una sperimentazione, pubblicata sulla rivista Molecular Pyschiatry, che ha evidenziato un legame, sottile, ma reale, tra il mal di vivere e l’ossessione per la pulizia.

    Il punto di contatto e di connessione è quasi impercettibile o, meglio, difficile da cogliere, per molti, ma esiste, come conferma la ricerca apparsa sull’autorevole rivista scientifica. La mania di pulire tutto nei minimi dettagli, eliminando ogni possibile contaminazione e sbarrando la strada a ogni sorta di batteri e può indebolire pesantemente il sistema immunitario, esponendolo a un rischio depressione più elevato.

    Tornano sul banco degli imputati gli ambienti troppo puliti e sterili, che, già accusati di essere la culla ideale per lo sviluppo di disturbi respiratori, come asma e allergie, ora diventano anche i sospettati e colpevoli numero uno quando si tratta di depressione. Insomma, igiene e ordine sì, ma senza eccessi dai contorni quasi maniacali, che rischiano di favorire, invece che scongiurare, la comparsa di malattie e problemi psico-fisici.