Depressione: l’ambiente è importante nel determinare e aggravare la malattia

Depressione: l’ambiente è importante nel determinare e aggravare la malattia

Risulta interessante dunque assistere ad una situazione che preveda come, stante i riscontri scientifici sulla depressione, ad esempio, che ci riconducono al gene trasportatore della serotonina, su di essa non intervenga soltanto la genetica ma anche l’ambiente, ovvero, si hanno maggiori frequenze di crisi depressive laddove si siano avute esperienze negative ma i ricercatori Joan Chiao e colleghi della Northwestern University

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    Non solo genetica nel determinare l’individuo, anche l’ambiente esterno ha la sua rilevanza, eccome, anzi, secondo le più recenti acquisizioni scientifiche, l’incrocio di ambiente e genetica, ciò che gli inglesi chiamano “nature and nurture”, sono i componenti finali che partecipano alla determinazione dell’individuo, per cui occorre la massima cautela prima di affermare che nelle malattie la genetica abbia la responsabilità principale ed assoluta.

    Risulta interessante dunque assistere ad una situazione che preveda come, stante i riscontri scientifici sulla depressione, ad esempio, che ci riconducono al gene trasportatore della serotonina, su di essa non intervenga soltanto la genetica ma anche l’ambiente, ovvero, si hanno maggiori frequenze di crisi depressive laddove si siano avute esperienze negative ma i ricercatori Joan Chiao e colleghi della Northwestern University, dimostrano che questa associazione è evidente solamente nei paesi occidentali, ed è molto probabilmente associata al fatto che la cultura dominate in questi paesi privilegia l’individualità rispetto alla coesione sociale.

    Si è giunto a tanto confrontando i dati genetici ed i valori culturali in 29 Paesi del mondo rilevando che molti abitanti di numerosi Paesi asiatici posseggono la variante corta dell’allele STG che determina la depressione eppure, proprio questi asiatici lamentano un grado della malattia inferiore rispetto agli occidentali, ci si chiede a questo punto come è possibile assistere a tanto e parrebbe che proprio quelle Società definite collettivistiche reagiscono meglio di quegli altri consessi dove l’individualismo è imperante. Secondo Chiao è proprio questo aspetto di condivisione, molto più presente nelle culture orientali, a mitigare l’effetto del gene: “rispetto alle persone nelle culture individualistiche, questi individui hanno più probabilità di mettere in atto comportamenti che aumentano la coesione sociale,” e per questo gli individui geneticamente più suscettibili alla depressione riceverebbero un tacito (o esplicito) supporto sociale.


    Dunque un nuovo approccio alla depressione è quello profilato dalla scienza che intende curare la malattia con dei trattamenti che, in aggiunta ai farmaci, trattino al meglio l’ambiente esterno ove viva l’individuo e privilegino il supporto sociale.

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