Depressione: gli antidepressivi che causano ulcera e lesioni gastrointestinali

Depressione: gli antidepressivi che causano ulcera e lesioni gastrointestinali

Salgono sul banco degli imputati i più noti antidepressivi additati, sopratutto se associati a Fans e cortisonici, di causare anche pericolose ulcere gastrihce

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    Depressione

    Quando parliamo di ulcere gastro-duodenali, mettendole a raffronto con la depressione, si è portati a pensare all’azione deleteria che la condizione anche psicologica della malattia di base possa determinare a carico dell’apparato gastroenterico, assimilabile a quella che si riscontra in parecchie patologie psicosomatiche, ma oggi abbiamo la conferma scientifica che se la psiche svolge un’azione a volte negativa impegnando l’organo ove esercita la propria azione, di contro, proprio la cura di una malattia, sovente, finisce per avere effetti negativi, innescandone un’altra, a causa dei farmaci assunti per debellarla. E’ il caso degli antidepressivi, ottimi farmaci che consentono in una percentuale altissima di casi di debellare la depressione ma che di contro, secondo uno studio condotto dall’Agenzia del farmaco spagnola utilizzando la banca dati dell’Health Improvement Network britannico, nella quale i medici di famiglia inseriscono i dati relativi ai propri pazienti, possono riverberarsi a livello di stomaco e del duodeno scatenando anche gravi ulcere, a volte persino perforanti che mettono qualche volta a rischio la stessa vita del paziente.

    Cio’ non significa assolutamente che i malati di depressione dovranno decidere di propria iniziativa di cambiare, sospendere o variare la posologia di farmaci loro prescritti, tutt’altro, un atteggiamento del genere, oltre che irresponsabile, potrebbe aprire la strada a serie e pericolose ricadute; semmai il problema va affrontato a livello medico comprendendo, in concomitanza della somministrazione dei più comuni antidepressivi oggi suggeriti, anche un monitoraggio ed eventuale prevenzione dei fenomeni patologici a carico dell’apparato gastroenterico indotti dalle sostanze chimiche assunte per la cura della malattia che si intende curare.

    Diverse le molecole coinvolte nei disturbi collaterali

    Nella cura delle depressione l’atteggiamento della medicina prevede il trattamento della malattia con due gruppi di sostanze farmaceutiche; i triciclici, farmaci meno moderni e, in parte superati, in parte affiancati dai moderni inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, un importante neurotrasmettitore che entra a pieno titolo nella insorgenza della depressione a qualsiasi livello si cataloghi, a questo si aggiungono molecole che svolgono inibizione selettiva della ricaptazione della serotonina e della noradrenalina, altro neurotrasmettitoìtore; quest’ultimi farmaci appartengono alla categoria degli SSNRI.

    Si è dunque visto che la sertralina, un principio attivo appartenente alla categoria degli SSNRI presentava un coinvolgimento nei casi di ulcera, doppio rispetto a chi non assume il farmaco, come accaduto con il citalopram e escitalopram, appartenenti entrambi alla stessa famiglia di antidepressivi. Ma addirittura a impensierire di più è la venlafaxina, che triplica la possibilità di insorgenza di lesioni gastro-intestinali. Per altre molecole quali Fluoxetina, paroxetina, dotiepina e amitriptilina, il rischio di andare incontro ad un ulcera gastrica sarebbe paragonabile all’azione dei fans, tant’ è che per quest’ultimi, si raccomanda l’assunzione a stomaco pieno o in presenza di protettori gastrici.

    Gli SSri e SSRNI i maggiori coinvolti, specie se associati a Fans

    Ma lo studio si è dimostrato anche molto interessante non solo perché ha messo in evidenza quali classi di sostanze farmacologiche sono più di altre coinvolte nel fenomeno, SSri e SSRNI i maggiori imputati, ma ha anche messo in risalto un’altra caratteristica degli effetti collaterali riscontrati, ovvero, che l’assunzione di uno di questi antidepressivi con i fans aumentava il rischio di ulcere. Un fatto non certo da trascurare, quest’ultimo, perché sovente i depressi accusano diverse sofferenze a causa della malattia stessa, pensiamo, ad esempio, al mal di testa spesso lamentato e, noto il ruolo dei fans anche di agire come analgesici, è facile immaginare che la sinergia di antidepressivi e fans, se non controllata, potrebbe avere risvolti anche gravi in chi li assume.

    Anche i cortisonici aggiunti agli antidepressivi presentano gli stessi effetti collaterali della categoria farmacologica testè vista, ma dallo studio si è osservato un fenomeno complesso che ha portato gli scienziati a concludere che antidepressivi e fans o cortisonici assunti in genere non sommano gli effetti collaterali a carico dell’apparato gastroenterico, semmai lo quintuplicano, quasi, stante la caratteristica di ognuno di questi farmaci di sviluppare gastrolesività in maniera del tutto autonoma rispetto all’altro farmaco assunto in associazione; un motivo questo in più per addivenire a due importanti conclusioni.


    Le importanti raccomandazioni

    La prima, non assumere mai di testa propria, soprattutto durante una cura con antidepressivi, nello specifico, farmaci, anche quelli ritenuti banali, sol perché la loro azione nel risolvere un disturbo è candidamente sbandierata alla televisione.

    La seconda, comunicare al medico l’insorgenza di qualsiasi disturbo che si presuma insorto; i medici sanno come fronteggiare per tempo quest’evenienza negativa soprattutto se informati anche dal paziente in cura.

    La causa degli effetti collaterali

    Secondo il lavoro scientifico spagnolo, alla base delle ulcere riscontrate nel campione di studio esaminato, vi sarebbe la consapevolezza della perdita di serotonina causata da alcuni di quegli antidepressivi citati che sguarnirebbe la quantità di questo neurotrasmettitore a livello delle piastrine, che entrano in gioco nei fenomeni di coagulazione. Una situazione questa che non suscita vero e proprio allarme se ad essere assunti sono soltanto gli antidepressivi, visto che l’evenienza di effetti collaterali dall’utilizzo di questi farmaci si verificherebbe in ragione del 2 per mille, rispetto alla popolazione presa a studio; ben’altra situazione è quella che si verifica nel caso della gastrolesività riscontrata in pazienti che assumevano fans, o cortisonici e antidepressivi insieme, perché in questa circostanza la percentuale di casi di effetti collaterali sarebbe di un paziente ogni 250 trattati, come si vede molto, ma molto, maggiore del singolo farmaco preso da solo.

    Conclusioni

    L’evidenza dell’azione positiva dimostrata da farmaci gastroprotettori (H2 antagonisti, inibitori della pompa protonica ) assunti in concomitanza sia dei fans che degli antidepressivi e dei cortisonici, che avrebbero scongiurato in larga misura il rischio di ulcere gastro-duodenali nei malati, avrebbe indotto i medici a considerare l’opportunità di legare, nella depressione, la somministrazione di adeguate classi farmacologiche in grado di evitare il rischio di gastrolesività. Una possibilità, quest’ultima, praticabilissima ma ancora mancante dell’ultimo dato che sfugge al controllo degli scienziati; ovvero, il periodo entro il quale un farmaco dimostra la sua azione negativa a livello di stomaco e duodeno in chi l’assume, fatto che empiricamente orienta i medici a prevedere l’indicazione verso i gastroprotettori ogni qualvolta si sia in presenza di pazienti costretti ad assumere per lungo tempo farmaci antidepressivi, spesso in associazione con fans.

    Un motivo in più, occorre ribadire concludendo, per tenere informati medici specialisti e di famiglia, della insorgenza di un qualsiasi disturbo aggiunto e di demandare a questi professionisti l’esigenza di associare un qualsiasi prodotto farmaceutico,anche in confezioni a basso dosaggio, compresi gli integratori alimentari di cui si ritiene di aver bisogno; tutte sostanze, le prime come le seconde, troppo spesso ritenute dal paziente di scarso significato.

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