Depressione: giovani sempre più esposti

Ma la cosa che più allarma i medici è anche un’altra; quella che mostrerebbe come di depressione possono ammalarsi un adolescente su cinque, fatto questo importante perché proprio partendo dalla consapevolezza che la depressione non è solo appannaggio di adulti e anziani

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    La depressione è una malattia seria, sicuramente, che si riconduce ad una base organica tant’è che la terapia di questa malattia mentale è per lo più di tipo farmacologico; senza giungere a tanto, occorre ricordare che una transitoria sensazione di umore depresso è molto più comune di quanto si creda, anche se ciò spesso è connesso ad alcuni momenti della vita o della giornata.

    Non parliamo in questo caso delle vere e proprie depressioni, semmai di transitorie forme che si accompagnano a mutazioni dello stato d’animo quali ansia, irritabilità, disturbi della concentrazione, insoddisfazioni. In genere di fronte a certi stati d’animi nati dalla consapevolezza che il futuro si possa intravedere sempre meno roseo e sempre più caratterizzato da colori scuri e da giornate plumbee, la strada verso la depressione, che può sfociare in forme più o meno marcate della patologia, è quanto mai aperta. Ma la vera novità, se di novità è ancora possibile parlare, è che in questo stato possono trovarsi in larga misura i giovani, come avrebbe stabilito uno studio americano condotto all’Università di Los Angeles dalla psicologa Constance Hammen, una specialista che da oltre 30 anni si occupa degli stati di depressione.

    Ma la cosa che più allarma i medici è anche un’altra; quella che mostrerebbe come di depressione possono ammalarsi un adolescente su cinque, fatto questo importante perché proprio partendo dalla consapevolezza che la depressione non è solo appannaggio di adulti e anziani, si dovrà intervenire sul giovane depresso al fine di scongiurare la possibilità che questi resti tale per tutta la vita, fatto che avviene nel 40% dei depressi in giovane età.

    E oggi si sa anche che la depressione nei giovani, come negli adulti del resto, privilegia soprattutto le ragazze che, oltretutto, presentano recidive importanti nel tempo, un fatto che non si discosta molto dalla constatazione di quanto avviene nelle donne adulte, sicuramente da annettere anche al ruolo partecipato dagli ormoni femminili.