Depressione endogena e reattiva, qual è la differenza?

La depressione endogena e la depressione reattiva sono due tipi differenti di depressione, che è importante imparare a distinguere, così da riconoscerle. Qual è la differenza tra queste due forme di depressione? I sintomi possono essere gravi, per cui è necessario intraprendere, tempestivamente, la giusta cura e terapia. Come comportarsi? Scopriamo di più in merito.

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    Depressione endogena e reattiva

    Qual è la differenza tra depressione endogena e reattiva? La malattia, a livello clinico, viene classificata in base alle cause e al modo in cui insorge. La prima è psicologicamente non derivabile, mentre la seconda è secondaria e segue a fatti ed eventi di perdita o di lutto. I sintomi della depressione endogena e di quella reattiva possono essere gravi, per cui è importante intraprendere la giusta cura e terapia, il prima possibile. Diversi sono anche gli elementi che caratterizzano queste due forme di depressione: mentre in quella endogena l’insorgenza è brusca e immediata, in quella reattiva o esogena assistiamo ad un’affermazione lenta e graduale dei sintomi. Quanto dura la depressione endogena e reattiva? Come comportarsi? Scopriamo di più in merito.

    La depressione endogena

    Qual è la definizione di depressione endogena? Come dice lo stesso termine, la depressione endogena è generata “da dentro”: ha, quindi, un esordio brusco, immediato e grave che, generalmente, non coincide con un motivo ben spiegabile. Nella maggior parte dei casi, è come se, all’interno della personalità dell’individuo, avvenisse una frattura. Non c’è di solito un evento doloroso scatenante che possa essere riconosciuto. Il soggetto si trova a vivere un’esperienza di apatia e di senso di vuoto, che causa una forte sensazione di tristezza. Si tratta, dunque, di una malattia vera e propria, che può sopraggiungere dal nulla.

    I sintomi

    La sintomatologia della depressione endogena è abbastanza ampia. I sintomi della depressione endogena possono essere gravi e includere:

    • Disturbi dell’umore
    • Insorgenza immediata, brusca e grave
    • Sensazione di sonno eccessivo, durante il giorno o insonnia, con risveglio precoce
    • Perdita di appetito
    • Apatia
    • Tristezza
    • Ansia sociale: si parla anche di depressione ansiosa endogena
    • Mancanza di voglia di fare
    • Senso di vuoto
    • Calo del desiderio sessuale

    Le manifestazioni sintomatologiche tendono a peggiorare al mattino e a migliorare la sera. In questa forma di depressione, si ha spesso un’esperienza che, a livello clinico, è definita di coazione: il paziente non riesce a liberarsi di alcuni contenuti di coscienza, anche se allo stesso tempo riesce a giudicarli come insensati; di solito, li considera persistenti, anche se essi non possono essere considerati fondati a livello ragionevole.

    Le cause

    Le cause della depressione endogena non sono semplici da individuare: si pensa, infatti, che possa esserci una componente genetica di fondo, ma non vi sono delle spiegazioni che possano giustificarne la comparsa e, dunque, vi è assenza di eventi dolorosi, traumi evidenti o, comunque, riconoscibili come scatenanti. Le cause di questa malattia non sono, quindi, evidenti e non sono esterne, ma il soggetto colpito si trova travolto dalle emozioni senza saperne il motivo, in modo repentino e grave. Secondo alcuni studi, l’unica possibile causa potrebbe essere ricercata nei geni, in quanto pare sia presente un elevato tasso di familiarità da non sottovalutare.

    La diagnosi

    Alla comparsa di segni e sintomatologia, è consigliabile rivolgersi al medico che, molto probabilmente, vi indirizzerà verso uno psicologo o psichiatra, che possa – tramite una serie di esami e analisi – stabilire la diagnosi di depressione endogena e la terapia più adeguata al caso. Oltre alla visita medica e allo studio dei sintomi, potrebbe essere utile effettuare dei test di approfondimento per la depressione endogena.

    La cura

    La cura per la depressione endogena sarà prescritta, esclusivamente, da una figura medica, che stabilirà il tipo di trattamento, la durata e il dosaggio di eventuali medicinali da assumere: non esistono, infatti, cure naturali contro la depressione endogena, ma farmaci specifici che potrebbero aiutare a guarire da questa seria patologia. L’unico trattamento possibile è, quindi, quello prescritto dallo specialista, che includerà anche delle sedute di psicoterapia.

    La prognosi

    La prognosi e la durata della depressione endogena dipendono da diversi fattori: dalla gravità della condizione, ad esempio, ma anche dalla tempestività nell’intervenire e dall’età e dallo stato di salute del paziente. Ad ogni modo, generalmente, si ha una buona risposta al trattamento farmacologico.

    La depressione reattiva

    Qual è il significato di depressione reattiva o esogena? Questa si può considerare generata dall’esterno perché, di solito, nasce in seguito ad eventi spiegabili e motivati: la depressione reattiva o esogena può essere considerata l’opposto della depressione endogena. Spesso, a monte, c’è un evento doloroso, traumatico o stressante. Si può trattare di un lutto, una separazione, una malattia, una crisi lavorativa: in tutti questi casi, la depressione fa parte della sfera esistenziale dei soggetti. L’insorgenza della patologia è lenta e graduale e il soggetto è consapevole e riesce ad individuare le cause, ma ha la tendenza ad incolpare gli altri e una difficoltà a relazionarsi. Proprio le frustrazioni relazionali fanno parte della storia dell’individuo malato.

    I sintomi

    I sintomi caratteristici della depressione reattiva fanno la loro comparsa temporalmente vicino all’evento che ha scatenato la malattia e possono includere:

    • Ansia: è conosciuta, infatti, anche come depressione ansiosa reattiva, sindrome ansiosa reattiva e sindrome ansioso-depressiva reattiva
    • Insorgenza graduale e lenta
    • Insonnia
    • Astenia
    • Ostilità
    • Stanchezza cronica
    • Mancanza di forze
    • Pigrizia
    • Tristezza
    • Pianti frequenti
    • Mal di testa
    • Sbalzi di umore
    • Tendenza a incolpare gli altri
    • Difficoltà a relazionarsi con gli altri
    • Tendenza a manipolare gli altri
    • Frustrazioni relazionali nel corso della vita
    • Consapevolezza delle cause e della malattia
    • Capacità dell’umore di reagire nei confronti degli eventi positivi

    Tutto ciò, ad ogni modo, non toglie che la depressione possa diventare una grave causa di invalidità: i sintomi possono, infatti, essere gravi e compromettere la qualità della vita del soggetto interessato.

    Le cause

    Le cause della depressione reattiva possono essere diverse: l’insorgere della malattia è, infatti, spesso legato ad avvenimenti ben specifici, per cui avviene come reazione comprensibile ad un determinato evento, che può essere doloroso, stressante o traumatico, come separazioni, malattie, lutti o simili. La depressione reattiva può insorgere anche in seguito a problematiche di tipo lavorativo. A tali cause, possono essere aggiunte una predisposizione genetica e caratteriale.

    La diagnosi

    Come comportarsi contro la depressione reattiva? Anche in questo caso, alla comparsa dei sintomi e dei segni, è bene rivolgersi al medico, che indirizzerà verso uno specialista che, grazie ad alcuni esami e analisi, farà una diagnosi e prescriverà la cura adatta al caso. Ancora una volta, oltre allo studio della sintomatologia e alla visita medica, potrebbero risultare di aiuto alcuni test, così da confermare o meno la presenza di eventuali altre patologie.

    La terapia

    La terapia per la depressione reattiva, generalmente, non prevede l’utilizzo di farmaci, ma è necessario ricorrere al supporto psicologico specialistico: in particolare, parliamo della psicoterapia come terapia cognitivo-comportamentale. Ad ogni modo, nei casi più gravi, potrebbero essere prescritti dei farmaci antidepressivi. È sempre bene seguire, attentamente, le indicazioni mediche, attenendosi alla prescrizione e al dosaggio indicato.

    La prognosi

    Infine, la prognosi, anche in questo caso, è abbastanza buona, soprattutto se si interviene tempestivamente. Ovviamente, anche la durata della depressione reattiva dipenderà da questo.