Depressione? E se fosse colpa del cognome

Depressione? E se fosse colpa del cognome

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    Ci sono cognomi che possono incidere sulla propria salute psico-fisica, vi pare esagerato, per niente, intanto in Italia ogni anno ci sono quasi 1.500 persone che corrono al Ministero degli Interni per farselo cambiare, fatto non semplicissimo ma che se motivato e a volte di fronte a cognomi ridicoli o offensivi c’è poco da motivare, riesce sempre, oltretutto cambiare un cognome a volte significa elidere o aggiungere una vocale, inserire un accento e, da quel momento, ovvero dalla volta che potrete sbandierare la vostra nuova carta di identità, il mondo vi arriderà.

    E non dovrà sembrare neanche eccessivo che taluni caricano del fatto il benessere psicologico di se stessi, in quanto è scientificamente provato che sono almeno cinquemila le persona afflitte da un cognome impresentabile che non compiono alcun atto burocratico per modificarlo e alla fine finiscono per cadere in depressione, lo sostiene Massimo Di Giannantonio, psichiatra dell’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti.

    Secondo il medico la causa del malessere che affliggerebbe le migliaia di persone cadute in depressione a causa del cognome è dovuta al fatto che nel processo di crescita accompagnata da un’affermazione del proprio “Io” si potrebbero determinare due momenti diversi entrambi rei di far star male la persona associata ad un cognome orribilis. Il primo problema è afferente al fatto che si finisce per criticare se stessi perché inconsciamente si finisce col sentirci ridicoli ed in colpa per il cognome che ci si porta dalla nascita. L’altro trae motivo d’essere dal rapporto che si istaura col prossimo e che rende l’individuo portato a credere che si possa essere continuamente preso in giro per via del proprio cognome, fatto che , comunque, non sempre assume toni tanto drammatici.

    Eppure esiste una Legge di cui al D.P.R. 396/2000 che agevola la modifica del cognome, ma non tutti hanno il coraggio di utilizzarla, finendo per rinchiudersi in se stessi e cadendo in depressione.

    “Esistono due strade che possono essere percorse da chi ha questo problema. La prima – prosegue Di Giannantonio – e’ quella del principio di realta’: si prende coscienza del malessere, delle soluzioni disponibili per risolverlo e si agisce per eliminare questo ‘insulto’ alla nostra personalita’. La seconda e’ quella che va in direzione opposta rispetto al principio di realta’: con il tempo si procede verso un conflitto nevrotico, un’interiorizzazione e un’elaborazione depressiva del problema, che ci porta a vivere con il malessere in maniera silente e non cosciente”.

    Dunque, al fine di evitare il disagio che spesso finisce per sconfinare nella patologia, è opinione degli esperti affrontare il tema ricorrendo, se necessario, anche al cambio del cognome se esso è così orribile; ma se l’individuo è già in uno stato di depressione non bisognerà aspettare altro tempo rendendosi quanto mai necessario il ricorso allo specialista perché, come ormai ben si sa, di depressione si guarisce quasi sempre.

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