Depressione: cos’è, cause, sintomi, test e cura

La depressione è una malattia invalidante, che può avere diverse cause. Tra le varie tipologie esistenti, ci sono la depressione maggiore, la depressione bipolare, la depressione post-partum e la depressione endogena e reattiva. I sintomi della depressione, come attacchi di panico e sbalzi d'umore, non vanno sottovalutati. Ma cos'è la depressione? Quali sono i test e la cura da poter seguire? Come uscirne? A chi rivolgersi? Scopriamo di più in merito.

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    Depressione tristezza

    Cos’è la depressione? Quali sono le cause e i sintomi? Quali test e cura poter seguire? Diversi sono gli elementi che caratterizzano le diverse forme di depressione esistenti: le tipologie includono la depressione maggiore, la depressione bipolare, la depressione post-partum e la depressione endogena e reattiva. La depressione è un disturbo dell’umore, che non va sottovalutato e che può condurre a gravi conseguenze. La depressione è una malattia invalidante, che può essere ereditaria e che influenza la sfera lavorativa e affettiva di una persona, diminuendo sensibilmente la qualità della vita di chi ne soffre. La sintomatologia della depressione include attacchi di panico, pessimismo, sbalzi d’umore, perdita di interessi, ansia, stanchezza e sensi di colpa. Ma qual è il trattamento per giungere alla guarigione? Cosa fare contro la depressione? Come uscirne? Come combatterla? A chi rivolgersi? Scopriamo di più in merito.

    Cos’è la depressione

    La depressione è un disturbo mentale e una malattia invalidante, che può essere ereditaria e insorgere per motivi diversi: può, ad esempio, nascere per l’incapacità di accettare una perdita o per il mancato raggiungimento di uno scopo, vissuto come un fallimento insuperabile. La sintomatologia legata alla depressione è più intensa al mattino e tende a migliorare nel corso della giornata, sebbene vi siano alcune eccezioni. La depressione, se non curata, può portare a gravi conseguenze e può colpire con intensità diversa: per cui, può esserci un soggetto colpito lievemente e un paziente che non riesce a svolgere neppure le normali attività quotidiane. La depressione può essere acuta o cronica: il primo caso avviene quando vi sono fasi depressive improvvise e intense; mentre, nel secondo caso, il malessere è continuo con improvvisi momenti di peggioramento, anche quando è in forma leggera. Esistono varie tipologie di depressione: la depressione maggiore, la depressione bipolare, la depressione post-partum e la depressione endogena e reattiva. Generalmente, nel 15 per cento dei casi circa, la depressione può diventare un disturbo cronico e, dunque, con una durata che va oltre i 3 anni. Purtroppo, in caso di depressione, si hanno delle ricadute nel 50 per cento dei casi. Nel mondo, si stima che siano circa 340 milioni le persone che soffrono di depressione: in alcuni casi, la depressione può manifestarsi durante l’adolescenza, ma la fascia d’età più colpita è quella compresa tra i 30 e i 49 anni e ad ammalarsene sono circa due volte di più le donne. Oltre a sapere cos’è la depressione, è necessario conoscerne i sintomi, che includono pessimismo, attacchi di panico, sbalzi d’umore, ansia, perdita di interessi, stanchezza e sensi di colpa. La depressione influisce sul benessere psico-fisico di chi ne è colpito, nonché sul modo di pensare, sul comportamento e sulle attività quotidiane.

    La depressione maggiore

    La depressione maggiore è un disturbo dell’umore, che interferisce con la vita quotidiana e che è più frequente tra i familiari di primo grado di soggetti già depressi. I sintomi della depressione maggiore possono includere:

    Le cause della depressione maggiore non sono identificabili con certezza, in quanto non c’è un motivo preciso che possa causarne la comparsa: ciò può verificarsi in seguito ad eventi negativi, come conseguenza di una malattia grave o per una componente ereditaria, ad esempio.

    La depressione bipolare

    La depressione bipolare è una malattia invalidante caratterizzata da fasi depressive e fasi maniacali o ipomaniacali: il disturbo bipolare si distingue, infatti, in disturbo bipolare di tipo 1, che avviene quando le fasi depressive si alternano ad episodi maniacali e in disturbo bipolare di tipo 2, quando le fasi depressive si alternano ad episodi ipomaniacali. La depressione bipolare è conosciuta anche come disturbo maniaco-depressivo, disturbo bipolare o bipolarismo ed è abbastanza difficile da riconoscere: generalmente, infatti, chi soffre di depressione bipolare non ne è consapevole. La depressione bipolare ha un esordio brusco, ma può comparire anche in modo lento e subdolo. I sintomi della depressione bipolare sono simili a quelli di altre forme di depressione e includono, tra gli altri:

    • Perdita di autostima
    • Tristezza
    • Disturbi del sonno
    • Confusione mentale
    • Perdita di interesse nelle attività quotidiane
    • Disturbi di concentrazione e memoria
    • Sentimento di colpa, di inadeguatezza e disperazione
    • Atti autolesionistici
    • Pensieri di morte e suicidio
    • Irritabilità

    Le cause della depressione bipolare possono essere diverse e includere stress, eventi traumatici, alterazioni del sonno ed ereditarietà: la depressione può essere causata da problemi d’amore o da abbandono, ad esempio.

    La depressione post-partum

    La nascita di un bambino può provocare, nella neo-mamma, un disturbo conosciuto come depressione post-partum. Anche quest’ultima, è considerata un disturbo dell’umore, che può colpire le donne subito dopo la nascita del bambino, manifestandosi con diversi sintomi, tra cui:

    • Senso di inadeguatezza
    • Disperazione
    • Senso di colpa
    • Crisi di pianto
    • Perdita di interesse
    • Sbalzi d’umore
    • Ansia
    • Stanchezza cronica
    • Tristezza
    • Nervosismo
    • Calo del desiderio sessuale

    I sintomi variano, ad ogni modo, da persona a persona e possono impedire di prendersi cura del piccolo bambino. Esiste, inoltre, una depressione transitoria nota come “baby blues” o “maternity blues”, in cui la sintomatologia è lieve e scompare entro 7-10 giorni. Quanto dura la depressione post-partum vera e propria, invece? Questa si sviluppa in 3 mesi circa e può durare oltre le 2 settimane. La depressione post-partum può portare a complicazioni nello sviluppo del bambino da non sottovalutare. Nei casi più gravi, potrebbe esserci il rischio di suicidio e infanticidio.

    A cosa è dovuta la depressione post-partum? Le cause sono legate ai cambiamenti emotivi, che avvengono nella fase della gestazione, ma è più corretto parlare di fattori di rischio: ad esempio, avere problemi di salute precedenti, la diminuzione dei livelli ormonali di progesterone ed estrogeni dopo il parto, la mancanza di riposo, la predisposizione genetica e lo stress.

    La depressione endogena e reattiva

    La depressione endogena e quella reattiva hanno dei punti in comune e altri che le differenziano. La depressione endogena è caratterizzata da un esordio immediato, brusco e grave e non vi è un motivo apparentemente spiegabile per la sua comparsa: il soggetto colpito prova, dunque, apatia, tristezza e senso di vuoto e ciò sopraggiunge come dal nulla. La depressive reattiva è caratterizzata da una comparsa più graduale e lenta e nasce in seguito ad eventi spiegabili, come traumi dolorosi o stressanti. I sintomi della depressione endogena e reattiva possono includere:

    • Disturbi dell’umore
    • Perdita di appetito
    • Apatia
    • Tristezza
    • Ansia
    • Senso di vuoto
    • Stanchezza cronica
    • Mal di testa

    I sintomi possono compromettere la qualità della vita del soggetto.

    Le cause della depressione endogena non sono facili da individuare: potrebbe essere presente una componente genetica, ma non vi sono delle vere cause che possano spiegarne la comparsa. Le cause della depressione reattiva o depressione ansiosa reattiva possono, invece, essere diverse: eventi stressanti, dolorosi o traumatici, come lutti o malattie, ad esempio, ma vi è anche una predisposizione genetica e caratteriale.

    La diagnosi e i test

    Alla comparsa dei primi segni di depressione, cosa fare? A chi rivolgersi? È opportuno contattare il medico che vi saprà indirizzare verso uno psicologo o psichiatra che, dopo una serie di analisi ed esami, stabilirà la diagnosi e la terapia più adatta al caso specifico. Oltre alla visita medica e allo studio dei sintomi, potrebbe essere utile effettuare alcuni test di approfondimento per confermare o meno la presenza di altre malattie.

    La cura

    Quali sono i rimedi contro la depressione? Come uscirne? Come combatterla? La depressione si può curare, ma la cura varia a seconda del caso specifico. Generalmente, lo psicologo e/o lo psichiatra procedono, prima di tutto, con la psicoterapia che è un aiuto fondamentale nella risoluzione del problema: la psicoterapia serve per modificare lo stile di pensiero irrazionale celato dietro alla depressione, imparando ad affrontare le difficoltà, prevenendo le ricadute e migliorando la qualità della vita del paziente. Contro la depressione, possono essere, poi, prescritti alcuni farmaci antidepressivi, che possono aiutare a migliorare l’appetito, il sonno e l’umore, ma questi portano dei benefici in un lasso di tempo lungo: servono, infatti, almeno 12 settimane, prima di avere dei riscontri positivi in merito. Nei casi più gravi, potrebbe essere necessario ricorrere al ricovero ospedaliero. Il tipo di farmaci, il dosaggio e la durata della terapia saranno decisi, esclusivamente, dal medico: il trattamento dovrà, infatti, essere seguito sotto stretto controllo medico.

    La prognosi

    Infine, la prognosi dipenderà da diversi fattori, come dalla tempestività di intervento, dalla gravità della condizione e dalla causa scatenante, ma anche dallo stato di salute e dall’età del paziente. La depressione è curabile, ma è necessario intervenire velocemente per non incorrere in un aggravamento della condizione: è bene ricordare che si tratta della patologia con il più alto rischio di suicidio.