Depressione: consumo farmaci triplicato in otto anni

Depressione: consumo farmaci triplicato in otto anni

Dall’altro ciò potrebbe essere anche spiegato con un approccio verso la depressione più professionale rispetto ad un tempo in cui la malattia era per lo più ascritta a qualcosa di poco organico e più riferibile a vere e proprie turbe dell’umore

da in Depressione, Farmaci, Malattie
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    antidepressivi

    L’aumento significativo del consumo di farmaci antidepressivi, cresciuto di oltre il trecento per cento dal 2000 al 2008, potrebbe non allarmarci più di tanto, se a tale crescita del consumo di farmaci associamo le diverse spiegazioni del caso.Da un lato infatti potrebbe essersi registrato un aumento pari al triplo di farmaci antidepressivi per via del disagio sociale vissuto in Italia, soprattutto in quest’ultimo periodo, visto che il dato si registra nel nostro Paese, dove la crisi economica ha fatto la sua parte.

    Dall’altro ciò potrebbe essere anche spiegato con un approccio verso la depressione più professionale rispetto ad un tempo in cui la malattia era per lo più ascritta a qualcosa di poco organico e più riferibile a vere e proprie turbe dell’umore.

    Lo stesso medico di famiglia, una volta esperito ogni tentativo di cura per la depressione, si orienta più facilmente rispetto ad un tempo, al consiglio dello specialista della materia, una consapevolezza che negli anni ha interessato anche il paziente che non vede più lo specialista psichiatra come una sorta di “nemico” da nascondere, ma come un alleato valido ed a volte insostituibile per risolvere il suo caso.

    Ma c’è di più, l’aver allargato l’attenzione a tutti i pazienti nelle diverse fasce d’età appartenute, ha anche consentito di spiegare certi comportamenti del singolo con forme depressive latenti che si possono manifestare anche nel giovane, fino addirittura nel bambino.

    A contribuire inoltre all’aumento del consumo di farmaci antidepressivi, ha anche contribuito l’immissione sul mercato di nuove molecole più malleabili, per quanto riguarda soprattutto gli effetti collaterali e di aver predisposto cure parallele per combattere l’umore nero nei pazienti oncologici, che possono soffrire di forme depressive anche impegnative a causa, in primis della malattia, ma anche per l’effetto indotto delle molecole farmacologiche utilizzate per la cura dei tumori.

    Ne deriva che mentre in altri casi un aumento tanto evidente e repentino di una classe farmacologica avrebbe preoccupato, allo stato delle cose, lo stesso aumento, se giustificato da un approccio più completo nei riguardi della malattia mentale, dovrà soltanto farci ben sperare in un futuro, in parte affrancati, più di quanto oggi stesso si faccia, dalla depressione; patologia, occorre ricordare, curabile in una percentuale che supera il 90% dei casi.

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