Depressione: come affrontarla

Depressione: come affrontarla

La depressione è una malattia che colpisce la psiche, causa una alterazione dell'umore e causa una lenta e progressiva caduta dvolontà di agire nelle cose quotidiane: pensare a se stessi, alla cura del proprio corpo, delle proprie cose, prendere decisioni, etc

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    Depressione

    La depressione è per definizione una alterazione del tono dell’umore tendente al basso, che si trasforma da profondo malessere in vera e propria malattia. La depressione non è una normale forma di tristezza: si presenta inizialmente come un fenomeno di passeggero malessere, con stanchezza e tristezza, ma poi peggiora lentamente, causando problemi di appetito, perdita o aumento di peso improvvisi, difficoltà nel sonno, agitazione o inattività.

    La depressione porta a perdere interesse per le attività normali, per la cura di se stessi e per ciò che ci circonda. Pensieri di morte e di suicidio insieme a pensieri negativi e paranoie ripetute sono sintomo che qualcosa non va bene.

    Ma la depressione non si ferma a questo: il peggioramento avviene nel momento in cui la persona non riesce più a concentrarsi su quello che sta facendo, ad ascoltare l’altro e a prestare attenzione a quello che accade intorno a lei.

    L’ansia del dover ascoltare qualcuno e del dover risolvere un problema si fa tale che il depresso non riesce a reagire e sempra latere nella indecisione, che in realtà è incapacità a prendere una posizione ferma e decisa.

    Dolori, mali, lamentele di tipo ipocondriaco, profonda tristezza, ansie, manie persecutorie, agressività, sono segno di profondo dolore e di malattia.

    Esistono fasi di distimia e di eccitamento maniacale o manie persecutorie vere e proprie che possono accompagnare il depresso nell’itinere per la profonda sofferenza che lentamente poi porta, se curata e affrontata, alla guarigione.

    La depressione è chiaramente più problematica quando si accompagna un atteggiamento ciclotimico che non permette di misurare il tiro della terapia.

    Non è ancora chiarito se siano più influenti le cause biologiche che implicano una predisposizione al male, o quelle genetiche che si traducono in presenza in famiglia di casi di depressi o infine le cause psicosociali, che si traducono in riversamento sulla vita comune di sensazioni legate alla sfera emotiva.

    La depressione colpisce più gli uomini che non le donne, l’età media del malato è dai 25 ai 44 anni, mentre oltre i 65 anni i casi sono ridotti. Nei casi degli adolescenti invece ne soffre più spesso la ragazza.

    Episodi isolati legati a gravi eventi psicosociali vissuti in età giovane o comunque entro i trent’anni possono causare ricadute negli anni della maturità.

    Non ci sono eccezioni al trattamento del malatoo depresso: la terapia deve essere farmacologia e psicologica, eventualmente psichiatrica.

    I farmaci usati e prescritti rientrano nella categoria degli antidepressivi, che sono suddivisi in antidepressivi triciclici, inibitori e eventualmente stabilizzatori dell’umore.

    In seguito alle cure con antidepressivi e alla ripresa con stabilizzatori dell’umore si procede in genere con terapia psicologica e con terapia cognitivo comporamentale, per aiutare il guarente nella ripresa della sua normale quotidianità.

    La tendenza attuale per i trattamenti psicologici è di superare il vissuto per affrontare il presente e il futuro, dunque non più psicanalisi ma terapia cognitivo comportamentale, per cui non sono importanti le emozioni che si rifanno a esperienza dell’infanzia o della giovinezza, quanto piuttosto le difficoltà per il presente o per problemi da affrontare al momento della guarigione.

    Fonte: Livia Tabanelli e Fabrizio Bocchetto

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