Depressione: colpisce un anziano su quattro

Depressione: colpisce un anziano su quattro

La depressione colpisce molto spesso gli anziani, ma non per questo va considerata inevitabile conseguenza dell'invecchiamento: va riconosciuta e curata con i farmaci specifici

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    La depressione è una malattia che colpisce più le donne degli uomini e, per quanto riguarda l’età, si fa più presente tra gli anziani che tra i giovani, colpendo un anziano ogni 3. Ma questo non significa accettare la comparsa di questa malattia come un evento inevitabilmente connesso all’invecchiamento. Considerata anche la crescita di anzianità della popolazione italiana - gli over 65, infatti, saranno nel 2030 circa il 20% degli Italiani – è importante intervenire con tutti gli strumenti a disposizione.

    LE CAUSE. Quali sono le cause della depressione che colpisce gli anziani? “In primo luogo nella depressione dell’anziano c’è la non accettazione di un cambiamento che va di pari passo con l’avanzamento dell’età: la genesi sta nella difficoltà di reagire a tutta una serie di perdite che caratterizzano la terza età” spiega il professor Eugenio Aguglia, presidente della SIP (Società Italiana di Psichiatria) e Ordinario di Psichiatria presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Catania.

    AFFRONTARE LE PERDITE. L’anziano deve fare, i conti, infatti con perdite di capacità fisica (non ci si muove più come da giovani), intellettiva (si hanno, per esempio, problemi di memoria), e anche affettive e psicologiche, come la mancanza di persone care, in primo luogo il partner. “Senza dimenticare il venir meno della gratificazione sociale, del ruolo lavorativo e di una sorta di riscontro e considerazione da parte della società che lo circonda” aggiunge Aguglia.

    I SINTOMI. La depressione può avere, inoltre, caratteristiche differenti a seconda della fase della vita in cui si presenta ed è importante distinguere la malattia da una condizione di tristezza e rassegnazione, che in genere è passeggera e non necessita di cure. “L’episodio depressivo, invece, ha una maggior durata, presenta sintomi molto più accentuati e necessita di una cura adeguata per essere sconfitta” precisa il medico.

    IL RUOLO DEL MEDICO DI FAMIGLIA. “In questo percorso è prezioso il contributo del medico di medicina generale, per una precoce individuazione della malattia e quindi per un precoce inizio della terapia” aggiunge. Infatti, chi perde il contatto con il mondo e i rapporti sociali tende a concentrarsi molto sul proprio corpo e si rivolge spesso al medico, per “acciacchi” che potrebbero sembrare tipici dell’età che avanza, ma che potrebbero anche essere il campanello d’allarme di un disagio da affrontare.

    I FARMACI. E ovviamente la depressione dell’anziano non va solo riconosciuta, ma anche affrontata con le terapie specifiche esistenti: “Tra gli antidepressivi, sono sicuramente da evitare i triciclici per i pesanti effetti collaterali di cui sono gravati, in particolare sull’apparato cardiovascolare e su quello urinario e perché possono dare una reattività del sistema nervoso centrale che può generare anche stati confusionali” sottolinea Aguglia. “Preferire piuttosto i SSRI, che bloccano il riassorbimento della serotonina nelle cellule nervose. Di recente è stata evidenziata l’efficacia di un nuovo antidepressivo, agomelatina, un farmaco ben tollerato, che non ha effetti sull’apparato cardiovascolare né su quello urinario”.

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