Depressione: anche i film d’amore sul banco degli imputati

Depressione: anche i film d’amore sul banco degli imputati

I films d'amore, per soggetti ipersentimentaloni e dalla lacrima troppo facile, fanno più male che bene alla salute psico-fisica, complice il fatto che creano aspettative per lo più deluse dal contrasto con la vita di tutti i giorni

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    Pretty Woman

    Altro che rilassanti e strumento ottimale per migliorare le relazioni di coppia, i films sentimentali, inframmezzate da innumerevoli scene d’amore, compreso qualche “polpettone “ cinematografico magari confezionato in tutta fretta, fanno male alla vita di coppia; motivo del malessere, il fatto di creare nello spettatore soverchie aspettative che non trovano sbocco nella vita quotidiana creando vere e proprie frustrazioni.

    Strano ma vero, ma a questa conclusione sarebbe giunta l’Università Heriot Watt che ha sede ad Edinburgo e che sposta l’attenzione e ne modifica la valenza che fino adesso s’era data ai films romantici a sfondo amoroso, quando sembrava che addirittura la tematica affrontata potesse indurre nello spettatore ai due sessi appartenente, quel senso di distacco benefico in grado di indurre uno stato psico-fisico salutare.

    Motivo di questo malessere, la palese discrepanza esistente fra la fiction e la realtà, visto che all’interno della prima si respira un’aria appagante delle nostre aspettative, immediatamente deluse poco dopo la fine del lavoro cinematografico al punto che, nei soggetti predisposti, si sarebbero evidenziati veri e propri stati depressivi.

    Insomma, i melodrammi amorosi che per le persone più smaliziate hanno tutta l’aria di sdolcinature troppo lontane dalla realtà, inducono le persone dalla lacrima troppo facile, aspettative deluse con ripercussioni psicologiche negative se non riescono a venir fuori dalle immagini leziose, languide e caramellose della finzione cinematografica e se soprattutto non ci si rende conto che il momentaneo benessere deve essere vissuto tal quale senza alcun tentativo di riportare anche nel quotidiano le aspettative di vita cui si è assistito nella finzione cinematografica.

    Sarà così? Forse, ma a giudicare dal successo ottenuto al botteghino da questi films, per lo più da cassetta, non si può negare che tali opere possono svolgere al meglio la loro funzione, magari non faranno maturare dentro, ma danno una bella inebriante scossa di benessere anche se destinata a smorzarsi a poche ore dalla visione della fiction.

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