Denuncia di malasanità all’Umberto I: donna in coma legata ad una barella per quattro giorni

Denuncia di malasanità all’Umberto I: donna in coma legata ad una barella per quattro giorni

Ieri, lunedì 20 febbraio, due senatori Ignazio Marino e Domenico Gramazio hanno avviato una denuncia di malasanità nei confronti dell’Umberto I di Roma

da in Ministero della Salute, Neurologia, News Salute, Sanità
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    Ieri, lunedì 20 febbraio, è stata avviata, da due senatori, una denuncia di malasanità al Pronto Soccorso dell’Umberto I di Roma, per aver trovato una donna, in coma, legata alla barella da ben quattro giorni. Questa situazione di disagio è stata scoperta dai senatori Ignazio Marino e Domenico Gramazio, in seguito ad una visita, senza preavviso, al pronto Soccorso dell’ospedale romano. Immediatamente si è creato il caos, soprattutto, tra le autorità competenti, sia regionali che del governo. Infatti, il ministro della Salute Renato Balduzzi ha subito avviato una visita ispettiva, mentre si occuperà del caso la Procura della Repubblica.

    Come sottolinea il Ministro è una situazione inaccettabile che non può essere giustificata in nessun modo. La paziente, in questione, è una donna di 59 anni, affetta da Morbo di Alzheimer con un ematoma subdurale ritenuta, dal neurochirurgo, non di competenza chirurgica, e per questo motivo inviata al Pronto Soccorso, in attesa di un posto letto nel reparto di neurologia.

    La signora, a quanto riferito dai familiari, era stata accompagnata, venerdì 17 febbraio, per una visita ambulatoriale, a causa di un peggioramento delle sue condizioni di salute, provocate sia da un rifiuto ad alimentarsi sia a delle problematiche della deambulazione, a causa delle quali era caduta ripetutamente (da qui l’ematoma subdurale). Nella stessa giornata di venerdì è stata sottoposta a tutti gli accertamenti diagnostici, in attesa di consulenze neurochirurgiche e neurologiche.

    Il problema si è creato, a quanto riferiscono i medici dell’ospedale, e il direttore del Dea del Policlinico Umberto I, a causa del sovraffollamento del Pronto Soccorso (piaga a quanto pare comune a molti ospedali romani). Il responsabile del reparto sottolinea che nonostante ciò la donna sia stata assistita in tutto e per tutto dal personale medico-infermieristico, ma che la mancanza di posti letto abbia causato “il soggiorno” di alcuni giorni nel pronto Soccorso. Secondo i senatori, dai quali è partita la denuncia, situazioni simili sarebbero presenti anche in altri ospedali da loro visitati, come il San Camillo e il San Giovanni (ma anche gli altri presentano situazioni simili). Per cercare di chiarire la situazione sia della paziente ma dei Pronto Soccorso di questi ospedali il Ministro ha subito avviato un’inchiesta e mandato delle ispezioni; oltre ad un vertice nella Regione Lazio al quale erano presenti tutti i direttori generali e i dirigenti dell’assessorato alla sanità. Per quanto ora vi siano giustificazioni da vari lati, le attese di giorni al Pronto Soccorso, di una visita ambulatoriale, e di poter avere un posto letto in reparto, con le adeguate cure, sono dei sacrosanti diritti del malato ai quali le autorità devono dare priorità.

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