Denti: nanotecnologie al posto della devitalizzazione?

Denti: nanotecnologie al posto della devitalizzazione?

Una nuova tecnica basata sull'uso delle nanotecnologie promette di rivelarsi utile per la ricostituzione della polpa del dente trapanato, in modo da poter evitare la devitalizzazione completa

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    Quando i denti presentano problemi di carie, fra tutte le operazioni a cui ci si sottopone dal dentista c’è anche quella che riguarda la devitalizzazione. Un rimedio che viene usato spesso nell’ambito dei trattamenti odontoiatrici e che in qualche modo può definirsi tradizionale. Tuttavia la ricerca medica sta facendo passi da gigante anche in questo campo.

    È il caso soprattutto di quel settore della ricerca che si occupa di conciliare le tecniche mediche tradizionali con le nuove opportunità offerte dall’uso delle nanotecnologie. Un settore in crescita e in espansione, che è destinato a riservare grandi sorprese soprattutto per il futuro in relazione alle strategie terapeutiche che possono essere messe in atto. Sono molte le patologie per le quali possono essere applicati i vantaggi offerti dalle nanotecnologie. Anche la cura dei denti ne può ampiamente beneficiare.

    A questo proposito non possiamo non ricordare i passi avanti compiuti dai ricercatori dell’Inserm di Strasburgo. Gli esperti sono giunti alla creazione di una pellicola multistrato che si caratterizza per le sue ridottissime dimensioni e che contiene una sostanza capace di favorire la crescita di quelle cellule che prendono il nome di fibroblasti. Le cellule in questione, nel caso in cui vengano inserite nel canale della radice di un dente trapanato, sono in grado di ricostituirne la polpa. In questo modo si potrebbe anche evitare di arrivare ad una devitalizzazione completa.

    Si tratta di una tecnica innovativa, che necessita ancora di approfondimenti, ma che sicuramente potrà essere molto utile. Staremo a vedere quali saranno gli eventuali risultati che ne potranno derivare.

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