Demenza senile: favorita dalla sindrome metabolica

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sindrome metabolica

Se non si vuole correre il rischio di incorrere nella demenza senile, si dovrebbe cercare in tutti i modi possibili di evitare la sindrome metabolica. È questa la conclusione alla quale sono arrivati gli esperti dell’Italian Longitudinal Study on Aging, uno studio che da molto ormai si occupa di studiare tutto ciò che riguarda l’invecchiamento nel nostro Paese.

Esaminando diversi dati, gli esperti hanno riscontrato che i soggetti che presentano piccoli deficit cognitivi e che hanno problemi a livello cardiovascolare corrono il rischio di sviluppare una vera e propria forma di demenza. Un fattore essenziale in questo senso è rappresentato da quella che viene chiamata sindrome metabolica e che è caratterizzata da grasso a livello dell’addome, da ipertensione e da valori alti per quanto riguarda la glicemia, il colesterolo e i trigliceridi.

Tutti questi elementi non sono affatto da sottovalutare, perché non fanno altro che rappresentare dei fattori di rischio molto evidenti che minacciano la salute e che aprono la strada alla demenza. Una buona ragione in più per prestare attenzione a non arrivare a valori molto elevati, prendendo le dovute precauzioni in termini di farmaci o di alimentazione.

Poiché la sindrome metabolica è in aumento con la conseguente obesità, si prevede che aumentino anche i casi di demenza. È importate dunque prevenire i problemi cardiovascolari e l’invecchiamento del nostro cervello, magari ricorrendo ad una vita meno sedentaria e muovendosi di più nel corso della giornata. Sono piccoli accorgimenti, ma che si possono rivelare di estrema importanza per contribuire al nostro benessere.

Immagine tratta da: guadagnorisparmiando.com

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Ven 23/04/2010 da

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