Deglutizione dolorosa: sintomi, cause e rimedi

La deglutizione dolorosa presenta una grande varietà di sintomi annessi. Le cause possono essere molteplici e i rimedi variano in base ad esse.

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    Deglutizione dolorosa: quali sono i sintomi, le cause e i rimedi? Chiamato anche odinofagia, questo disturbo può interessare la gola, il torace o il collo. Il soggetto si ritrova a percepire un senso di oppressione e di soffocamento e possono presentarsi rigurgito o vomito. L’azione della deglutizione interessa più organi, tra i quali la bocca, la gola, la faringe e l’esofago. Si tratta di un atto che almeno in parte può essere definito volontario e che, per altri versi, rientra nella sfera dell’involontario, essendo controllato automaticamente dal corpo attraverso i muscoli e i nervi. Se il dolore è molto forte, interferendo con l’assunzione di cibo o con la respirazione, è opportuno rivolgersi al proprio medico di fiducia, per una diagnosi precisa.

    Sintomi

    I sintomi della deglutizione dolorosa possono variare in base alla condizione che causa il problema. Esiste una varietà molto ampia di manifestazioni sintomatologiche. Tra queste possiamo ricordare l’alito cattivo, il senso di soffocamento, il cattivo sapore in bocca e molti segnali che interessano il sistema gastrointestinale, come il dolore addominale, il bruciore di stomaco, la nausea, spesso accompagnata dal vomito, il reflusso del cibo e il rigurgito. A volte questo quadro è accompagnato da altri sintomi, come la febbre, la tosse, le difficoltà nella respirazione e il dimagrimento.

    Cause

    Le cause della deglutizione dolorosa possono essere molte e tra queste ci sono le infezioni, con conseguente mal di gola, le ostruzioni meccaniche e problemi che interessano l’esofago. Nel caso delle infezioni, che provocano anche infiammazioni, possiamo elencare la candidosi, la gengivite, la tonsillite, la faringite, le ulcere del cavo orale, l’ascesso dentale. Si potrebbe trattare anche di sifilide o dell’azione di virus come il citomegalovirus, l’herpesvirus o il virus della varicella.

    Il problema in alcuni casi è da rapportare a delle cause che interessano direttamente l’esofago. Si potrebbe trattare di un’infiammazione di questa parte del corpo con la presenza di reflusso gastroesofageo, di lesioni, di spasmi esofagei o di altri disturbi che prevedono il restringimento dell’esofago, per esempio in seguito alla radioterapia oppure determinati da un’alterata contrazione dei muscoli esofagei. Certe volte il tutto può essere ricondotto ad acalasia, un’assenza di peristalsi nel tratto esofageo.

    Ci sono anche delle cause neurologiche e muscolari, rapportabili ad alcune patologie, come la sclerosi laterale amiotrofica, la sclerosi multipla, la distrofia muscolare, il Parkinson e la sclerodermia, una malattia che interessa il tessuto connettivo e che è caratterizzata dall’indurimento della pelle e del tessuto sottocutaneo. La deglutizione dolorosa può essere determinata da una condizione di emergenza, come il blocco del cibo o di un oggetto in gola, dall’ictus o da tumori che interessano la bocca, la gola e l’esofago.

    La diagnosi del problema che sta alla base avviene attraverso la valutazione dei sintomi, ma anche per mezzo di alcuni esami, come quelli del sangue, l’impiego di un tampone per prelevare un campione dalla gola e la coltura dell’espettorato. Sono proprio questi test che possono indicare anche l’eventuale presenza di virus e, quindi, una possibile infezione.

    Rimedi

    Le cure dipendono dal disturbo che sta alla base della deglutizione dolorosa. Se si tratta di un’infezione che interessa la gola, le tonsille, la bocca o l’esofago, il medico può ricorrere all’uso degli antibiotici. Si possono utilizzare anche dei collutori specifici, per contrastare il dolore e rendere più facile la deglutizione dei medicinali. Esistono anche degli spray appositi, che servono ad alleviare la sensazione dolorosa e a consentire di assumere i farmaci. Il medico, inoltre, può rivolgersi all’uso di farmaci antinfiammatori, che servono a ridurre l’infiammazione.

    Quando si tratta di reflusso acido o reflusso gastroesofageo, è opportuno ricorrere agli antiacidi, anche quelli da banco, che, però, devono essere utilizzati per un periodo limitato e non per trattare il reflusso acido cronico. Soltanto in alcuni casi, come, per esempio, la tonsillite che non risponde al trattamento medico, si deve ricorrere all’asportazione chirurgica, detta anche tonsillectomia.