Degenerazione maculare: sintomi, cause e rimedi

Degenerazione maculare: sintomi, cause e rimedi
da in Degenerazione Maculare, Occhi, Retina
Ultimo aggiornamento: Venerdì 24/02/2017 07:08

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    Degenerazione maculare: vediamo quali sono i sintomi, le cause e i rimedi? Di solito il disturbo sopravviene in seguito al processo di invecchiamento dell’occhio. E’ il caso, infatti, di parlare di degenerazione maculare senile. La macula è un tessuto fotosensibile capace di convertire gli stimoli luminosi in impulsi elettrici, che poi vengono trasmessi al cervello attraverso le fibre nervose del nervo ottico. Con l’invecchiamento si riduce nell’occhio l’apporto di sangue e di elementi nutritivi. In questo modo i tessuti della retina si deteriorano e diventano più sottili e al di sotto della macula si accumulano dei depositi di colore giallo che alterano la funzionalità delle cellule che hanno come compito la visione.


    Il sintomo tipico iniziale della degenerazione maculare consiste nella percezione alterata e distorta delle immagini. La visione centrale risulta progressivamente ridotta. L’individuo percepisce i colori in maniera meno brillante e, visto che risulta compromessa la visione centrale, diventa molto difficoltosa anche la lettura, perché le lettere appaiono confuse e distorte. Tipica è anche la distorsione delle linee dritte. Inoltre i soggetti affetti da questa patologia percepiscono delle macchie grigie nel campo visivo. Anche le dimensioni di alcuni oggetti possono sembrare differenti rispetto a quelle della realtà.

    Il sintomo finale della malattia consiste nello scotoma centrale: si perde completamente la visione centrale e non è possibile più vedere nel punto in cui si fissa lo sguardo. Anche nei casi più gravi, però, la degenerazione maculare non dovrebbe portare alla totale cecità, perché rimangono inalterate la visione paracentrale e quella laterale.

    Esistono due forme della malattia, quella umida e la forma secca. La prima è più rara, ma può avere una progressione più grave. E’ detta anche essudativa. Si caratterizza per l’accrescimento dei vasi sanguigni verso la retina, con la conseguente comparsa di fluido, edema maculare o distacchi dell’epitelio pigmentato della retina. Nei casi più gravi i vasi possono rompersi, provocando un’emorragia della retina.

    Nel caso della degenerazione maculare secca, che è la forma più comune, l’evoluzione della malattia è meno grave. Può manifestarsi in modo asimmetrico, ma spesso interessa entrambi gli occhi. Si caratterizza per un assottigliamento progressivo della retina, che risulta scarsamente nutrita dai capillari e perciò si atrofizza. Tutto ciò provoca la formazione di una lesione nella macula.


    Esistono dei fattori di rischio per questa malattia, che può essere anche correlata all’età. Alcuni sono non modificabili e sono rappresentati dai fattori genetici. Alcuni studi sulla familiarità, condotti anche su gemelli omozigoti, hanno dimostrato che esiste una maggiore incidenza, con un pericolo di 3 volte maggiore, di incorrere nella patologia che riguarderebbe in particolare i parenti di primo grado in soggetti affetti di degenerazione maculare. Altre cause sono collegate allo stile e di vita e risultano modificabili. In primo luogo si tratta di fumo e alcool. E’ stato dimostrato dalla ricerca scientifica che fumare più di 20 sigarette al giorno aumenterebbe di 3-4 volte il rischio di incorrere nella patologia rispetto ai non fumatori, per questo è opportuno smettere di fumare. Anche l’abuso di alcool avrebbe gli stessi effetti.

    Fondamentale è il ruolo svolto dagli stress ossidativi, che vengono provocati a volte dall’esposizione cronica alla luce: le radiazioni ultraviolette producono danni che interessano le cellule dei fotorecettori, attraverso l’azione messa in atto dai radicali liberi. Un altro fattore modificabile che inciderebbe nello sviluppo della malattia è rappresentato dall’alimentazione: l’apporto eccessivo di grassi e quello ridotto di vitamina A, vitamina C, vitamina E, carotenoidi, sali minerali e acidi grassi omega 3 rappresentano un rischio.

    La diagnosi della degenerazione maculare si basa sulla visita oculistica. Lo specialista si serve dell’oftalmoscopio (strumento che utilizza un sistema di lenti), per esaminare la parte centrale della retina. Utili si rivelano anche i test sulla visione dei colori. L’esame fondamentale che viene sfruttato è la fluoroangiografia retinica, attraverso la quale si può studiare in modo dettagliato la circolazione sanguigna della retina. Al paziente viene iniettata una sostanza colorante che raggiunge la circolazione retinica. In questo modo si possono osservare meglio i capillari e le strutture della retina. Si utilizza anche la tomografia ottica a radiazione coerente, una tecnica di sviluppo recente, che consente di acquisire e di elaborare attraverso il computer immagini tridimensionali della sezione dell’occhio interessata.


    La degenerazione maculare non è curabile, anche se a disposizione ci sono degli aiuti che possono rallentare la progressione della malattia. Per la degenerazione maculare secca si possono impiegare ausili ottici o si può ricorrere agli specialisti dell’ipovisione, che insegnano a sfruttare le capacità visive periferiche. Nel caso della degenerazione maculare umida, se diagnosticata preventivamente, si può optare per il trattamento con il laser. Quest’ultimo utilizza un laser termico, che dà la possibilità di fotocoagulare i vasi anomali della retina. Questo rimedio non migliora la vista, però permette di interrompere la fuoriuscita di liquido dai vasi.

    A volte, in casi selezionati dallo specialista, si può procedere ad un intervento chirurgico, per rimuovere le membrane neovascolari. I benefici ottenuti da questo tipo di operazione non sono molti. Inoltre sono interventi rischiosi, perché si lavora su una parte dell’occhio molto delicata.

    Fra le nuove cure c’è la terapia fotodinamica con verteporfina. E’ un tipo di trattamento laser molto complicato e deve essere fatto da personale altamente esperto in centri specializzati adeguati. Consiste nel distruggere la membrana neovascolare maculare attraverso la somministrazione endovenosa di una sostanza farmacologica, che viene attivata con l’applicazione del laser.

    La terapia combinata, anch’essa di recente introduzione, è in fase sperimentale. Consiste nell’associare alla terapia fotodinamica un’iniezione di un corticosteroide, capace di diminuire la componente infiammatoria della lesione della macula. Ultimamente si stanno sperimentando nuovi farmaci a base di molecole capaci di inibire il processo di angiogenesi che sta alla base della degenerazione maculare umida.

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