Defibrillatori: stadi europei a rischio

Defibrillatori: stadi europei a rischio

La riprova di quanto detto lo dimostra l’inadeguatezza dei sistemi di assistenza rappresentati in primis dai defibrillatori cardiaci che mancano anche laddove gli ospedali sono ben lontani dal luogo ove ha sede lo stadio, a dirlo un’indagine pubblicata sullo European Heart Journal, condotta su 187 stadi di 10 diverse nazioni europee, Italia compresa, nella stagione calcistica 2005-2006

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    defibrillatori

    Gli stadi europei ed una volta tanto non solo quelli italiani, anche se noi viviamo di pane e partite…, sono insicuri, almeno per quanto riguarda la possibilità offerta da tali attrezzature sportive di fronteggiare eventuali emergenze cardiache nel caso dovessero verificarsi e come ben sappiamo si verificano eccome!

    La riprova di quanto detto lo dimostra l’inadeguatezza dei sistemi di assistenza rappresentati in primis dai defibrillatori cardiaci che mancano anche laddove gli ospedali sono ben lontani dal luogo ove ha sede lo stadio, a dirlo un’indagine pubblicata sullo European Heart Journal, condotta su 187 stadi di 10 diverse nazioni europee, Italia compresa, nella stagione calcistica 2005-2006.

    E così assistiamo al fatto che su cento stadi almeno una trentina non dispongono di defibrillatori e ben 36 stadi non dispone di alcuna equipe per affrontare le emergenze e analizzando ancora più a fondo il problema si rileva che ammontano al 25% quegli stadi ove l’ospedale dista più di cinque minuti di auto eppure tali campi non hanno alcun defibrillatore.

    E che il problema sia serio lo dimostra non soltanto il fatto che un arresto cardiaco può verificarsi fra i giocatori, ma anche fra il pubblico, visto che in quella stagione esaminata si sono verificati 77 casi di arresto cardiaco all’interno di strutture sicuramente inadeguate, eppure, proprio la visione di una partita vissuta al cardiopalma espone eccome a rischi di questo tipo, ma non si fa nulla per evitare i guai!

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