Decongestionanti nasali: quando usarli al riparo da rischi e controindicazioni

Decongestionanti nasali: quando usarli al riparo da rischi e controindicazioni

Semmai vogliamo richiamare l’attenzione sull’efficacia di questi farmaci per un lasso di tempo limitato ed in particolari condizioni cliniche che richiederebbero sempre il parere del medico circa la scelta, l’opportunità e la durata con simili trattamenti

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    spray nasale

    Non vogliamo assolutamente criminalizzare i decongestionanti nasali che a volte limitano e di molto i disagi di quanti, temporaneamente, soffrono di forme di rinite associate o meno a malattie infettive quali raffreddori e/o influenza, così come non vogliamo neanche entrare nel dettaglio di quelle sintomatologie su base allergica ove il decongestionante nasale, insieme ad altri presidi, diviene necessario se non addirittura indispensabile per curare il malanno.

    Semmai vogliamo richiamare l’attenzione sull’efficacia di questi farmaci per un lasso di tempo limitato ed in particolari condizioni cliniche che richiederebbero sempre il parere del medico circa la scelta, l’opportunità e la durata con simili trattamenti.

    Diciamo che in genere si corre in farmacia ad acquistare un decongestionante nasale, la cui scelta è spesso dettata dall’esperienza del farmacista, o dalla pubblicità televisiva e non dalla effettiva necessità, tenendo anche conto che nella famiglia dei decongestionanti non tutti questi farmaci sono uguali ed agiscono alla stessa maniera. Di certo la congestione nasale è quella sintomatologia che più di altre avvicina il paziente a questi farmaci, costretto com’è a respirare male a causa del rigonfiamento della mucosa che forma il tappeto nasale e dove si assiste anche a quella vasodilatazione dei piccoli vasi del naso che di fatto ostruiscono il passaggio dell’aria, col risultato che chi soffre di congestione nasale, respirerà male e lo farà, oltretutto, con la bocca, esponendosi ad altre infezioni.

    Il risultato è un individuo che respira rumorosamente, che ha necessità di soffiarsi il naso continuamente, che perderà temporaneamente ogni stimolo olfattivo, che soffrirà di prurito nasale, che accuserà nei casi più impegnativi, pure di mal d’orecchi, accompagnato il tutto da profusa lacrimazione, spesso accentuata dalle raffiche di starnuti e avvertirà sovente bruciore ala gola e prurito agli occhi.

    Siamo di fronte ad uno dei sintomi insomma che spesso guastano le nostre giornate invernali ma che per fortuna tendono a risolversi in breve tempo e dove i decongestionanti nasali hanno la loro ragion d’esistere, si pensi a questi farmaci in grado di creare vasocostrizione per diverse ore nella giornata e che riportano la loro efficacia una volta reimpiegati allo scadere del loro impiego. Parliamo di molecole quali l’ossimetazolina, la xylometazolina, solo per citarne due, ma ne esistono tante altre, somministrate tal quali o associate a corticosteroidi nel caso di patologie più specifiche, impiegate da due a tre, quattro volte al giorno, riducono il sintomo portando al benessere il paziente.

    Il loro funzionamento, proprio per la capacità di creare vasocostrizione di fatto libera la pervietà delle narici e consente una respirazione quasi normale alla persona affetta dai disturbi.

    Ma questa potrebbe ritenersi la vera controindicazione di questi farmaci che, vista la particolarità di causare vasocostrizione, dovranno essere prescritti, solo dal medico, in quei soggetti ove si voglia proprio evitare quella vasocostrizione fonte di ipertensione arteriosa. Non solo, al di là dell’irritazione più o meno limitata che i decongestionanti possono riservare a chi li impiega, non é esclusa anche l’assuefazione dell’individuo alla molecola col risultato di non riuscire più a respirare bene se non con il decongestionante, così come sono stati riportati casi di danni alle ciglia del tappeto nasale che hanno richiesto l’allontanamento del farmaco e l’istituzione di una terapia adeguata.

    Senza voler creare una sorta di terrorismo psicologico verso farmaci, per lo più da banco,ma sicuramente validi, occorrerebbe segnalare invece l’opportunità di scelta da parte del proprio medico prima di acquistare un decongestionante nasale; ciò ha un significato duplice, il primo garantire quella cura che riduca nel minor tempo possibile il fastidio e metta nelle condizioni il paziente di abbandonare presto il farmaco, il secondo, essere certi di stare per acquistare un farmaco che non presenta controindicazioni alle cure che stiamo attuando per altri disturbi e che non esistono controindicazioni riguardo il nostro attuale stato di salute.

    Non è finita qui, spesso dopo un raffreddore non si è più in grado di affrancarsi da quelle rinite che di fatto non ci fan più respirare al meglio senza l’utilizzo di decongestionanti nasali, spesso si associano a tali situazioni altri problemi e generalizzazioni dei sintomi senza più alcuna causa obiettiva quale poteva essere il raffreddore stesso, che li giustificasse. Si capisce bene che il decongestionante nasale finisce con il combattere il sintomo, quando vi riesca di fronte ad uno stato patologico che assunto una forma cronica e semmai peggiorare l’eventuale malattia andatasi ad istaurare. Proseguire in questo modo sarebbe davvero inutile e dannoso; spetta al medico invece il compito di indagare quale stato patologico in atto si sia inserito nel disturbo, diagnosticarlo e curarlo nella forma e nelle sedi più opportune, liberando al contempo il paziente dalla schiavitù che ormai lo stesso decongestionante riveste per lui.

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