Danni al cuore per l’uomo causati dalle bevande zuccherate

Uno studio americano ha sottolineato il rischio a livello cardiovascolare, soprattutto per il sesso maschile, se si fa un uso continuo e quotidiano di bevande zuccherate

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    Le bibite zuccherate rappresentano, secondo uno studio statunitense, un fattore di rischio per l’insorgenza di patologie a carico del cuore, soprattutto, negli uomini. Recenti ricerche hanno sottolineato quanto alcuni cibi, come la carne rossa, possano essere pericolosi per la salute in generale; secondo i ricercatori l’attenzione deve essere indirizzata anche sulle bevande. Il consumo quotidiano ed anche esagerato di queste ultime provoca delle alterazioni dei livelli dei principali elementi presenti nel sangue e collegati con la salute del cuore.

    La ricerca americana

    Lo studio, “l’Health Professionals follow-up study” durato 22 anni, è stato condotto dai ricercatori dell’università di Harvard e guidato dal dottor Frank B. Hu, docente di nutrizione ed epidemiologia dell’Harvard School of Public Health a Boston. Gli scienziati hanno coinvolto 42.883 uomini con un’età compresa tra i 40 ed i 75 anni, operatori sanitari che lavoravano proprio presso l’Health Professionals. Dal 1986 al 2008 i volontari sono stati seguiti e monitorati dagli esperti, tenendo conto di ogni singolo stile di vita: il tipo di alimentazione, i vizi, alcune abitudini. Quindi è stato valutato anche l’uso di alcol, di fumo, di cibi e bevande zuccherate (sia gassate che alla frutta), ma anche la presenza di patologie cardiache in famiglia e di una vita sedentaria. Durante tutto il periodo preso in considerazione i ricercatori hanno monitorato i volontari tramite esami e questionari ogni due anni. I risultati della ricerca, pubblicata su ‘Circulation’, sottolineano quanto l’uso di bevande dolci possa aumentare il rischio di danni al cuore degli uomini: consumandone almeno una al giorno la percentuale di insorgenza di una patologia cardiaca si aggira intorno al 20%, valore che sale proporzionalmente al numero di bibite consumate al giorno (del 42% per due al dì e, addirittura, del 69% per tre e più).

    Parametri importanti per valutare il rischio per la salute

    Gli studiosi americani sono giunti a questi risultati monitorando i volontari sia seguendoli, mediante questionari, nell’alimentazione, sia, contemporaneamente, misurando alcuni parametri biologici importanti presenti nella circolazione sanguigna. Importanti sono i livelli dei lipidi come il colesterolo buono (HDL) e dei trigliceridi, di specifiche proteine, come la C- reattiva, e di indicatori di patologie cardiache. Tramite una serie di esami gli esperti hanno notato un’alterazione di tutti questi fattori nel caso di continuo uso di bevande dolci: i livelli di proteina C- reattiva (indicativa della presenza di un processo infiammatorio in atto nel sangue e rappresenta un campanello d’allarme per un rischio cardiovascolare) e di trigliceridi sono più alti rispetto alla norma, mentre quelli dell’HDL sono più bassi. Questa ricerca, insieme alle altre che sono state condotte recentemente sui cibi come la carne rossa, non vogliono sottolineare l’eliminazione completa di questi alimenti e bevande dalla nostra alimentazione, ma mettono in guardia su quali possono essere i rischi in caso di eccessivo uso.

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