Cure palliative: Cento città contro il dolore

Cure palliative: Cento città contro il dolore

Prende vita il progetto "Cento città contro il dolore", che rappresenta il primo concreto passo verso l'attuazione di reti di assistenza omogenee a livello nazionale per le cure palliative, come prevede la legge approvata lo scorso marzo

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    Verso una rete assistenziale per la terapia del dolore

    Siamo il terzo Paese in Europa, dopo Norvegia e Belgio, con la più alta frequenza di casi di dolore cronico, quello, cioè, che perdura per oltre tre mesi: ne sono colpiti, infatti, oltre 12 milioni di Italiani. Abbiamo già avuto modo di parlare della legge approvata a marzo per migliorare l’assistenza nel campo della terapia del dolore.

    La stessa legge sulle cure palliative prevede la costruzione di una rete che permetta l’accesso alla terapia del dolore cronico, in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale. Un aspetto su cui c’è ancora da lavorare.

    Infatti, “oggi i tempi di attesa per ricevere un trattamento adeguato nei Centri di Terapia del Dolore vanno da 3 a 6 mesi, benché nel nostro paese le strutture preposte alla cura dei malati siano più di 190”, come sottolinea Cesare Bonezzi, Vicepresidente Federdolore e Direttore dell’Unità di Medicina del Dolore della Fondazione Salvatore Maugeri di Pavia.

    Un primo passo è stato fatto dalla Fondazione ISAL (Istituto di Ricerca e Formazione in Scienze Algologiche), con il progetto “Cento città contro il dolore”, che, attraverso le sezioni locali della Fondazione stessa, punta a fornire una rete di assistenza, ai Centri e agli ambulatori di Terapia del Dolore, fornendo anche le giuste informazioni ai pazienti e ai medici, anche per quanto riguarda le prescrizioni di oppioidi.


    Medici di base e pediatri, ma anche associazioni, lavoreranno al fianco dei Centri e ambulatori di Terapia del Dolore” spiega professor William Raffaeli, Presidente Fondazione ISAL e Direttore dell’Unità Operativa di Terapia Antalgica e Cure Palliative presso l’Ospedale Infermi di Rimini. “È necessario rafforzare la campagna formativa dei medici e fornire le giuste informazioni ai pazienti. Questi sono appunto gli obiettivi dell’attività di ISAL e in particolare del progetto Cento Città contro il Dolore”.

    Al momento sono attive 20 sezioni locali della Fondazione (ma molte sono in attesa di apertura), supportate da medici algologici: i cittadini possono già avere informazioni sulla propria malattia e sulla possibilità di cure esistenti contro il dolore cronico che li coinvolge, semplicemente contattando il numero 0541705587 o visitando il sito della Fondazione.

    Immagine tratta da: Albanesi.it

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