Cure all’estero: dove vanno gli italiani

Cure all’estero: dove vanno gli italiani

Le cure all'estero sono diminuite nei casi di italiani alla ricerca dell'occasione, mentre sono aumentate in fatto di prestazioni di qualità e specialistiche

da in Cura dei Denti, Estetica e Trattamenti, Fecondazione Assistita, Fertilità, Malattie, Primo Piano
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    Il fenomeno della migrazione sanitaria ha origini delle più diverse: in alcuni casi si è parlato di risparmio, in altri di leggi, ma la realtà è ben diversa. Se per una cura odontoiatrica con pernottamenti e relax può essere meno costoso effettivamente recarsi nei paesi dell’Est, in altri casi si tratta di necessità: accorciare i tempi, trovare l’organo giusto, avere possibilità di salvare la prorpia vita, con cure che in Italia non ci sono, e così via.

    Sembra strano pensare che il nostro paese, così avanzato in tanti campi, non lo sia davvero nel campo medico: la nostra sanità, se ha delle falle, non dovrebbe risentirne a livello di prestazioni, ma al contrario il fenomeno degli spostamenti interni e esterni al paese, di malati “profughi” fa pensare a questa necessità.

    Gli italiani si informano bene, cercano, prenotano, fanno la valigia e partono, tornando nella maggior parte dei casi soddisfatti, motivo per cui il fenomeno non è affatto in diminuzione, bensì sta diventando sempre più preciso in fatto di flussi “migratori” temporanei e di servizi scelti.

    Prima di vedere dove vanno a scegliere il loro medico gli italiani, però, per smettere di fare vittimismo, è doveroso ricordare che ci sono anche immigrati a motivo sanitario. I dati del Ministero della Salute parlano chiaro: l’anno scorso ben 600.000 euro sono stati versati da stranieri al nostro paese per spese sanitarie, non solo, ma la media di spesa nel 2005 è stata di 3.000 euro pro capite, verso i 1.500 di cinque anni prima, il che significa che avere pochi centri specializzati, ma eccellenti, aiuta parecchio a risanare le casse del sistema.

    I nostri soldi, invece, quando si va all’estero, dove vanno e perché? Secondo le stima ci sono dei paesi che, per preparazione, cultura e centri specializzati, hanno dei primati propri. Gli USA, ad esempio, sono proposti come meta di eccellenza per il trapianto delle cellule del panceras: ospedali come il Mayo Clinic, il J.Hopkins di Baltimora, il Miami, il Mount Sinai di New York, sono citati in tutte le fonti mediche specialistiche.

    Se serve un chirurgo plastico che lavori a poche spese si ha solo l’imbarazzo della scelta: scorrono offerte a fiumi, a Panama, in Brasile, Tunisia, Montenegro e Malta. Per le cure odontoiatriche la meta internazionale è la Croazia, insieme a Ungheria e Romania, che seguono a ruota.

    Per la fecondazione assistita, invece, sono meta ambita per via delle leggi più favorevoli la Turchia, la Svizzera e la Spagna.

    Il Belgio ha un centro di eccellenza per le cure contro la sterilità all’Erasme di Bruxelles, e la stessa città vede spiccare per i trapianti il centro Saint Luc.

    In Inghilterra i clienti sanitari cercano la qualità delle cliniche per i Linfonodi, su cui primeggia Londra, mentre la vicina Olanda si difende con i suoi centri di eccellenza per le cure al fegato, i trapianti e il settore di gastroenterologia.

    Poche sorprese dalla Germania, che si conferma leader in fatto di traumatologia e ricostruzioni delle ossa, mentre la vicina Francia propone buone cliniche per le leucemie, prima fra tutte il Saint Luis di Parigi, seguito dal HeutePierre di Strasburgo per le malattie rare, il Creteil per le cure contro i batteri e la virologia, il Gustave Roussy per l’oncologia e la pediatria.

    Nessun centro segnalato fuori dall’asse di viaggio e di comunicazione Euro-Americana, anche per via della difficoltà a spostarsi: i pacchetti sanitari prevedono in genere un low-cost anche in fatto di viaggio, su cui si fanno valutazioni importanti, eccetto che ci siano necessità oltre ogni valore economico.

    E’ importante dire che gli italiani in cerca di eccellenza sono di più rispetto a quelli in cerca di risparmio, inoltre non va disincentivato il buon atteggiamento del malato che è disposto a spostarsi per trovare la qualità, perché una razionalizzazione delle risorse non crea scompenso ma vantaggio.

    Nel caso di uso di strutture sanitarie in Europa con il modulo E112 si ottengono i rimborsi del 100% dove dovuti, mentre fuori Europa il rimborso sarà dell’80% eccetto che la condizione ISEE verificata non inserisca il soggetto in categoria a cui spetta il rimborso totale.

    Foto da Dialweb.it

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