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Cuore: troppo sport aumenta rischio fibrillazione

Cuore: troppo sport aumenta rischio fibrillazione

Sportivi della domenica attenzione: lo sport fa bene ma non bisogna esagerare, soprattutto con le discipline di resistenza, come corsa e ciclismo

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    Lo sport in eccesso mette a rischio il cuore

    Lo sport è un’attività indispensabile per mantenersi in salute. Ma, come in tutte le cose, non bisogna esagerare. Anche l’attività fisica diventa potenzialmente rischiosa se svolta in eccesso rispetto ai propri limiti fisici, senza dare il tempo all’organismo di adeguarsi allo sforzo che gli viene richiesto e, spesso, in maniera improvvisa, volendo fare di se stessi degli sportivi accaniti quando per tutta la vita si è fatta al massimo un’ora di ginnastica blanda al giorno.

    A rischio, in particolare, è il cuore: “Chi fa sport di resistenza, come il ciclismo o la maratona, corre un rischio di fibrillazione atriale 10 volte maggiore rispetto a chi si muove poco o con prudenza” sottolinea Antonio Raviele, past president dell’Associazione italiana di aritmologia e cardiostimolazione (Aiac) e direttore del Dipartimento cardiovascolare dell’ospedale Dell’Angelo di Mestre, Venezia. “Non vale solo per chi pratica discipline di resistenza a livello agonistico”.

    Un pericolo, quindi, anche per i cosiddetti “sportivi della domenica”. Ma che cosa succede esattamente al cuore di chi si sottopone e a lunghe sessioni di resistenza nella corsa, per esempio, o sui pedali?: “Alla lunga mostra un aumento dello spessore del muscolo cardiaco. Il tessuto muscolare così ispessito si irrigidisce, perde elasticità e non permette al sangue di passare agevolmente dall’atrio al ventricolo” spiega il medico.


    Da qui il rischio di incorrere in un’aritmia cardiaca, come la fibrillazione atriale, che rappresenta un fattore di rischio per lo scompenso cardiaco, l’ictus e la morte. Non bisogna, però, rinunciare allo sport, ma piuttosto dosare gli sforzi e “sottoporsi a controlli periodici: un elettrocardiogramma di tanto in tanto, anche con registrazione ambulatoriale prolungata (holter) per almeno 24 ore” consiglia Raviele.

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